Audi, nel 2020 ben sotto emissioni CO2 flotta richieste da Ue

101,5 g/km invece di 105,6 contribuendo al risultato Gruppo Vw

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Con una media di emissioni di CO2 per il totale dei veicoli consegnati nel 2020 pari di 101,5 g/km, Audi si è attestata ben al di sotto della soglia di 105,6 g/km richiesta dalla legge. Un valore migliore del 20% rispetto a quello del 2019 e grazie al quale Audi contribuisce positivamente al risultato globale del Gruppo Volkswagen. ''La sostenibilità è un pilastro centrale della nostra strategia - ha commentato Hildegard Wortmann, membro del board di Audi AG con responsabilità per vendite e marketing - Consideriamo il valore medio delle emissioni della marca un indicatore importante del nostro impegno e proseguiremo con la massima determinazione nell'elettrificazione della gamma. La presenza di modelli a zero emissioni o comunque con una elevata elettrificazione continuerà a crescere costantemente all'interno del nostro portfolio di prodotti''. La Wortmann ha precisato al riguardo che Audi nel 2021 ''presenterà due novità 100% elettriche in due diversi segmenti''. Sono la gran turismo Audi e-Tron GT una vettura che susciterà forti emozioni - si legge nella nota - e diventerà l'auto elettrica più performante mai realizzata dal brand.

All'Audi e-Tron GT seguirà Audi Q4 e-Tron, primo modello BEV dei Quattro Anelli basato sulla piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo Volkswagen. Per il calcolo delle emissioni medie di CO2 attribuibili alla flotta Audi sono stati considerati le circa 585.000 immatricolazioni del 2020 nei 28 Paesi dell'Unione Europea oltre che in Norvegia e Islanda. Un determinante influsso positivo è quello legato all'incremento delle consegne dei suv a zero emissioni della gamma Audi e-Tron e dei modelli plug-in. Ad oggi, Audi può contare su 10 modelli PHEV che spaziano dalla berlina compatta Audi A3 Sportback al suv full size Audi Q8 e all'ammiraglia Audi A8, passando per gli sport utility Audi Q5 e Audi Q7 senza dimenticare la berlina e Avant Audi A6 e la coupé a cinque porte Audi A7 Sportback TFSI e. Il 2021 vedrà l'entrata a pieno regime commerciale delle declinazioni ibride ricaricabili di Audi Q3 e Audi Q3 Sportback, primi suv compatti della storia del Brand ad accogliere la tecnologia TFSI e. Entro il 2025, la Casa dei Quattro Anelli potrà contare su 30 modelli a elevata elettrificazione, dei quali 25 a zero emissioni.Audi continua la propria trasformazione in provider di mobilità sostenibile ed è attualmente il maggiore produttore di veicoli elettrici tra i tre marchi premium tedeschi. La domanda dei suv della famiglia Audi e-Tron è cresciuta del 79,5% (47.324 veicoli) rispetto al 2019 e Audi e-Tron, globalmente, è l'auto a zero emissioni più venduta tra i costruttori premium tedeschi, oltre che la best seller in Norvegia, primo mercato al mondo nel quale le immatricolazioni delle auto elettriche hanno superato le consegne dei veicoli a propulsione tradizionale.

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Cinta Senese sogna una 'via' come la Patanegra in Spagna

Consorzio proposto idea a assessore agricoltura Saccardi

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SIENA - Realizzare anche in Toscana, come esiste già nella regione spagnola dell'Andalusia per il celebre prosciutto Patanegra, una via dedicata alla Cinta Senese e ai suoi allevamenti e prodotti. E' l'idea illustrata dal presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese Daniele Baruffaldi nel corso di un incontro, insieme ad alcuni allevatori, alla vicepresidente della Regione Toscana, con delega all'agricoltura, Stefania Saccardi.

"Aiutateci - ha detto Baruffaldi - a diventare come l'Andalusia, dove i turisti vanno appositamente per vedere gli allevamenti dove nascono prodotti di eccellenza quali il Patanegra". Per questo, spiega una nota, potrebbero essere creati, come in Spagna, percorsi ad hoc, immagini stilizzate della Cinta lungo le strade, apposita segnaletica e cartellonistica. Ma c'è bisogno di un sostegno delle istituzioni.

Una prima richiesta avanzata dal presidente del consorzio è stata quella di un contributo per le recinzioni necessarie per preservare i suini, allevati allo stato brado e semibrado, dalle malattie portate dal contatto con gli animali selvatici, in particolare i cinghiali. In tal senso rassicurazioni sono state date da Saccardi: saranno previsti contributi pari al 40% dell'investimento per tali strutture.

Intanto è in preparazione il nuovo Piano di sviluppo rurale e per i prossimi due anni saranno disponibili 312 milioni da destinare all'agricoltura toscana "con interventi - ha osservato Saccardi - non improntati all'assistenzialismo, ma volti a favorire lo sviluppo delle imprese".

"E una vetrina importante per l'agricoltura toscana - ha ricordato la vicepresidente della Regione -, sarà il G20 sull'agricoltura previsto a Firenze il 24 settembre di quest'anno". 

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Vino: campagne digital spingono Brunello in America e Canada

Consorzio: + 18.000 bottiglie vendute autunno su piattaforma Usa

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MONTALCINO (SIENA) - Quasi 18mila bottiglie di Brunello (+300% sul 2019) vendute negli Usa tra settembre e novembre 2020 sulla sola piattaforma Wine.com e una crescita del 60,5% in valore nelle vendite dell'Lcbo - il monopolio canadese dell'Ontario - tra ottobre e inizio gennaio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sono i risultati delle campagne digital pre-natalizie del Consorzio del vino Brunello di Montalcino rivolte ai principali mercati target oltreoceano. Il Brunello esporta nel mondo in media il 70% del proprio prodotto: i top buyer sono Stati Uniti ed Europa, seguiti da Canada e Giappone.

"Di fronte al nuovo lockdown, in un periodo dell'anno per noi fondamentale sul fronte delle vendite - ha detto Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio -, abbiamo deciso di spingere sulla promozione per sostenere l'annata 2015 ancora in commercio". Pagine personalizzate, presenza sui social, e-mail targettizzate su clienti fine wine, promozioni, banner pubblicitari sono le principali azioni di marketing mix svolte su wine.com - uno dei più importanti e-commerce a stelle e strisce - che hanno portato al boom di vendite a valore (958mila dollari, prezzo medio 54 dollari a bottiglia) grazie anche alla crescita dei millennial che oggi rappresentano il 23% degli acquisti contro il 14% di 2 anni fa. Strategia multicanale anche in Ontario grazie all'attivazione di sponsorizzazioni mirate sui social dell'Lcbo, ma anche all'organizzazione di una rassegna di degustazioni e webinar digitali che hanno coinvolto più di 30 esperti insieme alla partecipazione di 26 aziende montalcinesi.

La campagna ha generato oltre 18mila click dai canali social verso il sito del monopolio e vendite di Brunello per un valore complessivo di più di 3,4 milioni di dollari canadesi. 

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Spike Lee, Trump passerà alla storia come un Hitler

Regista durante discorso a premio New York Film Critics Circle

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"Trump passerà alla storia come un Hitler". Non usa mezzi termini Spike Lee nell'esprimere ancora una volta le sue critiche contro l'ex presidente degli Usa.
    Durante il suo discorso di accettazione del premio New York Film Critics Circle il regista newyorkese non ha potuto fare a meno di soffermarsi sugli avvenimenti dello scorso 6 gennaio quando i manifestanti pro-Trump hanno assaltato il Congresso.
    "Il mondo intero deride gli Stati Uniti - ha commentato - la cosiddetta culla della democrazia. Siamo ad un bivio ora e per favore fate attenzione, questo non è un gioco. Queste persone (riferendosi al popolo pro-Trump, ndr) hanno armi e munizioni.
    Questo presidente, presidente agente arancione, passerà alla storia come un Hitler. Questi tipi, tutti questi ragazzi, sono dalla parte sbagliata della storia". (ANSA).
   

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Keira Knightley, per le scene di nudo no a registi uomini

Attrice ha rivelato di sentirsi a disagio sotto sguardi maschili

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 Keira Knightley ha rivelato di non sentirsi a proprio agio sotto gli sguardi maschili durante le riprese di scene di nudo o sesso. Durante una conversazione per la serie podcast 'Chanel Connects', l'attrice di 'Imitation Game' (2014) ha detto di aver aggiunto ai suoi contratti una clausola: niente scene di nudo dopo essere diventata madre. Ha aggiunto anche che lo ha fatto per vanità.
    "E' lo sguardo maschile - ha detto -. Se si tratta di una trama in cui si parla di maternità e di accettazione del proprio corpo, mi dispiace, ma deve essere con una regista donna. Non ho un divieto assoluto, ma nel caso degli uomini sì".
    La Knightley ha anche detto di non volersi ritrovare in terribili scene di sesso dove sono tutti oliati (per apparire sudati, ndr) e dove tutti gemono. "Non sono interessata - continua -. Mi sento a disagio ora sotto lo sguardo maschile".
    L'attrice ha sottolineato che anche se una scena di sesso ci sta bene in un film, non si potrà contare su di lei perché dopo due figli non si sente di posare nuda davanti ad un gruppo di uomini. (ANSA).
   

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Audi e-tron, con Fast Edition la ricarica è più veloce

Sale a 22 kW potenza massima di ricarica in corrente alternata

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Chiudi Audi e-tron, con Fast Edition la ricarica è più veloce (ANSA) Audi e-tron, con Fast Edition la ricarica è più veloce

Con le nuove versioni Business Fast ed S line Fast edition, la ricarica di Audi e-tron è più veloce. Con le due nuove versioni, infatti, al rifornimento a 150 kW presso le colonnine ad alta capacità, si affianca l'innalzamento a 22 kW della potenza massima di ricarica a corrente alternata (AC).

Se già dal lancio, la rapidità di ricarica ha costituito uno dei pilastri sui quali la casa dei quattro anelli ha scommesso, ora la fruibilità degli sport utility elettrici Audi si rafforza ulteriormente grazie all'entrata a listino delle versioni Fast, in grado di ricaricare a 22 kW in corrente alternata (AC). Rispetto ai precedenti allestimenti Business ed S line edition, gli equipaggiamenti ora comprendono i proiettori a LED Audi Matrix con indicatori di direzione dinamici, il secondo accesso, lato passeggero anteriore, per la ricarica a corrente alternata (AC) e l'on-board charger supplementare, collocato alle spalle del radiatore anteriore, che eleva da 11 a 22 kW la potenza massima di ricarica a corrente alternata. Il nuovo caricatore dimezza i tempi di rifornimento presso le stazioni pubbliche più diffuse e consente di ripristinare 100 chilometri di autonomia in meno di un'ora. Le performance garantite dal secondo on-board charger possono essere sfruttate al meglio anche in ambito domestico grazie al sistema di ricarica Audi e-tron charging system connect, anch'esso a listino. In grado di operare con potenze fino a 22 kW in AC, garantisce il rifornimento integrale in circa 4 ore della batteria da 95 kWh di Audi e-tron e Audi e-tron Sportback 55 quattro. In combinazione con un Home Energy Management System (HEMS), offre inoltre molteplici funzioni intelligenti. Il sistema può infatti 'leggere' il fabbisogno energetico delle altre utenze e adeguare la ricarica in funzione della potenza residua, così da evitare il sovraccarico della rete. In aggiunta, il cliente può stabilire delle priorità individuali, ad esempio la ricarica in fasce orarie più vantaggiose. Se l'abitazione dispone di un impianto fotovoltaico, poi, l'auto può utilizzare in modo preferenziale la corrente autoprodotta e in questo caso, il sistema integra nella programmazione della ricarica anche gli orari in cui è previsto un maggiore irraggiamento solare. Per Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro Business Fast, i pezzi sono, rispettivamente, 90.600 e 92.900 euro. Le versioni top di gamma S line Fast edition debuttano a listino a 92.500 e 94.800 euro. Le nuove varianti 50 quattro EVO sono proposte a 76.150 euro nel caso di Audi e-tron, 78.450 euro per Audi e-tron Sportback. 

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Pulire denaro sporco, quando la criminalità è opaca

Viaggio nel fenomeno del riciclaggio

Legalità & Scuola Altre News
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L'esperto di mafie e portavoce della presidenza della Commissione parlamentare Antimafia, Sergio Nazzaro, ha realizzato una sorta di piccolo manuale di viaggio nella comprensione del fenomeno del ricilaggio, grazie al colonello della Guardia di Finanza, Tommaso Solazzo. Ecco l'intervista integrale pubblicata per Eurispes

Riciclaggio è ormai un termine che si ascolta quotidianamente. Ma che cosa è per davvero il riciclaggio, quando nasce questa problematica e, di contro, quando nasce la necessità di dotarsi di norme antiriciclaggio?
Comunemente per riciclaggio si intende l’inserimento di capitali illeciti nell’economia legale ma anche l’esecuzione di tutta una serie di espedienti posti in essere per occultare l’origine illecita dei proventi. Sotto quest’ultimo aspetto, può dirsi che il problema del riciclaggio è antichissimo. Un esempio di scuola. Ai tempi della Roma repubblicana, quando un cittadino romano aveva sentore di essere inserito nelle liste di proscrizione previste dalle leggi sillane dell’82 a.C. come “nemico di Roma”, capiva che le proprie ricchezze da lì a poco sarebbero state considerate illecite e quindi confiscate. L’unica via d’uscita per il “reo” era quella di sbarazzarsi dei beni prima della proscriptio, tentando di monetizzarli e di poterne eventualmente godere in esilio insieme ai familiari. Ovviamente, i termini del problema adesso sono sensibilmente differenti, ma il tema di occultare i beni (op)ponendo un diaframma tra sé e un bene di illecita provenienza è questione certamente antica”.

Ammetto che non conoscevo questa origine storica del problema. Come si evolve la questione riciclaggio per arrivare ai giorni nostri?
“Nell’uso comune il termine “riciclaggio” ha un’origine molto più recente. Pare che sia stata utilizzato per la prima volta dalla stampa americana negli anni Venti del secolo scorso, per riferirsi all’abile tecnica di occultamento dei proventi congegnata dal noto mafioso di origini italiane Alphonse Gabriel Capone, noto alle cronache come Al Capone. “Scarface”, com’era anche soprannominato, ebbe l’idea di dislocare una serie di lavanderie per le vie di Chicago per nascondere l’origine illecita degli enormi proventi che aveva ottenuto attraverso la vendita degli alcolici ai tempi del proibizionismo, nonché con il racket delle estorsioni, gioco d’azzardo e lo sfruttamento della prostituzione. I giornalisti dell’epoca parlarono dunque di “money laundering”, con ciò richiamando le lavanderie utilizzate per il lavaggio di denaro. Le lavanderie di Al Capone non lavavano abiti, ma lavavano il peccato originale dei proventi illecitamente acquisiti. Le lavanderie, in apparenza inattive, erano, come diremmo noi, una “copertura”, un’attività al sole, del tutto lecita ed idonea a produrre astrattamente ricavi altrettanto leciti. Sappiamo bene come è andata a finire la storia: Al Capone non è mai stato condannato per riciclaggio, ma per evasione fiscale. E la ragione era semplice. Negli Stati Uniti, come lo sarebbe stato a lungo anche nel resto del mondo, non esisteva ancora il reato di money laundering, bisognerà aspettare il 1986 quando il Congresso approvò un’apposita legge che sanzionava penalmente le condotte di questo tipo”.

Questo accadeva oltre Oceano, ma qual è la situazione in Italia, ci siamo mossi con tempismo contro il riciclaggio di denaro illecito?
Il nostro Paese ha il merito di essere stato tra i primi al mondo ad aver introdotto nell’ordinamento penale la fattispecie di riciclaggio, e vi siamo giunti ben prima degli Stati Uniti e di molti paesi. È un triste primato, perché la data di nascita del reato di riciclaggio nel nostro ordinamento penale coincide con una delle pagine più buie e sanguinose della storia della Repubblica. Siamo alla fine degli anni Settanta, esattamente nel marzo del 1978, nel nostro Paese imperversano numerosi scandali finanziari che scuotono profondamente l’opinione pubblica. Sono i tempi del finanziere Michele Sindona, del banchiere Roberto Calvi, del Banco Ambrosiano; di lì a pochi mesi un sicario della mafia italoamericana inviato dal mandante Sindona avrebbe ucciso il commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, Giorgio Ambrosoli, che tentava di fare luce, con l’aiuto di un solo validissimo collaboratore – il maresciallo Silvio Novembre della Guardia di Finanza recentemente scomparso – , sulle intricatissime operazioni finanziarie effettuate attraverso trasferimenti internazionali di fondi, paradisi fiscali e depositi fiduciari.

Certamente la morte dell’eroe borghese, come è stato definito Ambrosoli, è stata una delle pagine non solo più oscure ma anche più luminose del riscatto della legalità in Italia, anche se affidato al coraggio di pochi, anzi di due sole persone in questo caso.
Sono anche gli anni in cui alcune organizzazioni di tipo mafioso, grazie al traffico di stupefacenti e al contrabbando di sigarette, fanno il salto di qualità. Accumulano capitali, si internazionalizzano, sono animate da un protagonismo e da un’ambizione che diremmo quasi imprenditoriale. Coltivano rapporti sempre più stretti con il mondo politico, bancario ed affaristico. Crescono rapidamente di forza e rilevanza, il tutto in un tendenziale disinteresse dell’opinione pubblica distratta come non mai dall’emergenza del terrorismo, della crisi economica e delle tensioni geopolitiche sullo scenario internazionale. Un nuovo business delle mafie, tuttavia, scuote l’opinione pubblica di quegli anni. Alcune aggregazioni criminali, particolarmente violente ma ancora poco evolute rispetto a quelle siciliane, scoprono il nuovo business dei sequestri di persona. In realtà, non scoprono nulla di nuovo, ma replicano quanto già da tempo fanno le varie organizzazioni terroristiche ed eversive dell’ordine democratico nei cosiddetti “anni di piombo”. Nell’ambito dei loro progetti di autofinanziamento, programmano ed eseguono, non di rado con azioni particolarmente cruente, rapine ed “espropri proletari”, ma anche mettono a segno clamorosi sequestri di facoltosi industriali del Nord a scopo di estorsione.

Eppure, da tutta questa violenza, da questi anni bui per la democrazia e la società civile, emerge la forza di reazione del legislatore.
Esattamente per dare una risposta al terrorismo, anzi all’azione terroristica più eclatante che ha scritto una delle pagine più drammatiche della storia della Repubblica, che fu introdotto il reato di riciclaggio nel nostro Paese. Il 21 marzo 1978, appena cinque giorni dopo il rapimento dell’onorevole Aldo Moro, fu approvato un decreto legge contenente una serie di misure straordinarie che inasprivano le pene per alcuni reati già esistenti, rafforzavano i poteri di polizia e introducevano nuove ipotesi delittuose, tra cui il reato di riciclaggio (art. 648-bis. c.p.). L’idea era di punire, con una fattispecie autonoma rispetto alla ricettazione (art. 648 c.p.) e con pene più gravi, il riciclaggio del denaro sporco che era a quei tempi ritenuto fenomeno particolarmente grave – così si legge negli atti parlamentari – «per il supporto che costantemente reca al conseguimento del profitto più certo nei sequestri per estorsione».

Il 18 maggio dello stesso anno il reato venne poi confermato, senza modifiche, nella legge di conversione del decreto. Ma questa norma, come altre introdotte nel provvedimento, non bastò ovviamente a salvare la vita del compianto statista democristiano, il cui corpo privo di vita fu ritrovato solo pochi giorni prima in un’automobile fatta rinvenire in via Caetani.

La materia del riciclaggio è appannaggio solo delle mafie, o sono due problemi che si intrecciano. Si può immaginare la criminalità organizzata vivere senza il riciclaggio, e se così non fosse non dovrebbe avere la lotta al riciclaggio, la stessa priorità della lotta alle mafie?
Le organizzazioni mafiose per loro connotazione strutturale e finalità, e lo dice espressamente anche il nostro Codice penale, sono naturalmente orientate all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche o alla realizzazione di profitti e vantaggi. I ricavi illeciti acquisiti, dedotte le spese di esercizio dell’attività criminale, sono solo in parte reinvestiti in nuove attività illecite. Il surplus di origine illecita deve per forza essere iniettato ed allocato nell’economia legale. Quindi, non illudiamoci. Dove c’è la criminalità organizzata, c’è necessariamente circolazione di capitali illeciti. La disponibilità di capitali illeciti agisce, poi, a sua volta, come una potente forza idraulica che esercita una straordinaria pressione sull’economia reale al fine di penetrarla proprio laddove questa è più vulnerabile, più carente di controlli e dove è più forte l’esigenza di capitalizzazione. Per questo motivo, ci sono dei presidî, delle barriere di controllo poste ai vari “cancelli di ingresso” nell’economia legale. I “guardiani” di questi presidî (in inglese “gatekeepers”) sono le banche, gli intermediari finanziari, i notai, gli avvocati e tutti gli altri soggetti obbligati al rispetto dalla normativa antiriciclaggio prevista dal GAFI e dalle direttive europee, in termini di identificazione e verifica della clientela e del titolare effettivo, registrazione e conservazione delle operazioni, segnalazioni delle transazioni sospette all’UIF della Banca d’Italia e approfondimento investigativo della Guardia di Finanza.

In sintesi, potremmo dire che non esiste criminalità organizzata senza riciclaggio di capitali. D’altronde una criminalità che non avesse bisogno di riciclare denaro, non potrebbe essere definita propriamente “criminalità organizzata”. Sarebbe piuttosto una “criminalità comune”, dedita ad una economia criminale che potremmo dire di sussistenza.
Non è vero però il contrario. Infatti, non tutti i capitali sporchi hanno origine mafiosa. Il denaro illecito può avere altra origine. Le fonti principali di ricchezza illegale, com’è noto, sono la corruzione e l’evasione fiscale. A queste, si sono più di recente aggiunte le frodi perpetrate via Internet e la contraffazione e il contrabbando di farmaci, dispositivi sanitari e comunque di beni connessi alla pandemia. Tutto, ovviamente, su scala internazionale.

Una domanda che ci si pone in tanti è come sia possibile che vivendo in un mondo in cui la tecnologia è predominante, in cui di contro la tracciabilità è non solo possibile ma reale, si riesca ancora a far sparire semplicemente ingenti capitali, a ripulirli e investirli nell’economia legale. Tutto questo di contro a stringenti controlli che un cittadino onesto invece vive se è manchevole nel non pagare anche una sola multa.
Mi sia permesso un parallelismo. Se in un sistema manicheo vediamo combattersi le forze del bene e le forze del male, si sarebbe portati a pensare che in àmbito antiriciclaggio queste due forze siano quelle della tracciabilità, dal lato del bene, e quelle dell’anonimato, da quello del male. Tracciando tutto, riusciremmo ad identificare tutti i capitali illeciti e di conseguenza renderemmo anemiche le risorse delle organizzazioni mafiose. Dobbiamo essere realisti. Tracciare tutto, oltre che impossibile, sarebbe anche antieconomico e, secondo alcuni, anche dannoso. È impossibile, perché i canali attraverso cui fluisce il denaro sono diversi e solo alcuni di questi sono sotto il controllo degli Stati. Il canale di transito delle ricchezze da un paese all’altro, per eccellenza, è il canale bancario. Si tratta di un settore ampiamente presidiato sotto il profilo antiriciclaggio, anche se ovviamente suscettibile di essere ulteriormente rafforzato in àmbito internazionale. Ma non è l’unico. Si pensi, per esempio, alle reti internazionali di rimessa di denaro, i cosiddetti money transfer, che hanno un insostituibile ruolo nella cosiddetta “inclusione finanziaria” di quella parte della popolazione mondiale che per diverse ragioni non ha o non può avere accesso al tradizionale canale bancario. Si tratta di uno strumento particolarmente utilizzato dagli immigrati per inviare i propri risparmi in madrepatria, ma sappiamo bene, dalle indagini e dai rapporti del GAFI, che è anche uno strumento poroso e assai duttile che, se non presidiato in modo robusto, si presta ad operazioni di microfinanziamento delle attività terroristiche nonché, attraverso tecniche di smurfing, consente trasferimenti di fondi anche ingenti, proventi di attività illecite. Ad ogni modo, anche questo è un settore discretamente presidiato sul piano delle regole internazionali.

Verso questi nuovi àmbiti di flusso di denaro come ci poniamo in Italia?
In Italia, in ragione dell’elevato rischio di un abuso dello strumento, è da tempo una delle priorità di target operativo dei reparti della Guardia di Finanza. Vi sono tuttavia altri canali, prodotti e strumenti che sfuggono ad ogni controllo di presidio preventivo. Pensiamo, per esempio, ai sistemi informali di rimessa fondi, come il sistema hawala. È una sorta di money transfer sommerso, senza insegne o denominazioni sociali sulla porta dell’esercizio commerciale che offre questi servizi, ugualmente efficiente e diffuso nel mondo, e che assicura le relazioni finanziarie sommerse tra i corridoi di denaro (remittance corridors) che collegano Europa e Nord America, da un lato, verso Asia, Africa e Sudamerica dall’altro. Questi sistemi informali sfuggono ad ogni controllo e possono emergere solo nel corso di indagini già avviate. Non c’è identificazione del cliente, non c’è registrazione delle operazioni (o comunque questa registrazione è ad esclusivo uso e consumo degli hawaladars e non certo delle autorità antiriciclaggio e degli inquirenti), non c’è ovviamente segnalazione di operazioni sospette.

Allora, dov’è il rischio?
Il rischio è che, ogni qualvolta le autorità di regolamentazione antiriciclaggio danno un ulteriore giro di vite ad un settore già regolamentato o parzialmente regolamentato, una parte degli operatori troverà conveniente scalare verso un altro settore meno regolamentato o, peggio, del tutto non regolamentato. Qui starebbe il danno evocato da alcuni osservatori che guardano con diffidenza ogni eccesso di regolamentazione o tracciamento. In questo modo, si rischia di perdere completamente il controllo su questa fetta di operatori, abbandonati ad una finanza sommersa dove più liberamente opera la criminalità, questa sì, organizzata.

Il deep web è un’altra e nuova frontiera dell’illecito e del riciclaggio di capitali illeciti?
Sì, il rischio di operazioni illecite è globale con il deep web, con le valute virtuali e il settore del FinTech. Proprio sul punto, vorrei ricordare che il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. Giuseppe Zafarana, ha proprio di recente sottolineato, nel corso di una sua audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, come la criminalità tenda a sfruttare sempre di più l’anonimato offerto dalle criptovalute e che per tale motivo l’attività operativa dei miei colleghi sul territorio è stata indirizzata proprio nel senso di verificare la regolarità dell’operato degli exchanger e dei wallet provider. Quindi, c’è grande attenzione. Da questi primi carotaggi i decisori politici certamente potranno trarre gli elementi valutativi necessari per ulteriormente affinare e se del caso rafforzare i dispositivi di prevenzione antiriciclaggio. Certo è che il tema del cyberspazio e tutto ciò che ruota intorno, ivi compreso il commercio, la fiscalità e l’applicazione dei presidi antiriciclaggio, non è materia che possa essere affrontata efficacemente dai singoli paesi e nemmeno dalla sola Unione europea. Sono probabilmente maturi i tempi perché la comunità internazionale, attraverso un trattato o anche un meccanismo di soft law, disciplini almeno le linee essenziali e le regole comuni per un diritto internazionale sull’integrità del commercio e della finanza online.

L’Italia ha sempre tracciato una strada nella lotta alle mafie, possiamo dire la stessa cosa nel campo della lotta al riciclaggio. E siccome viviamo in un mondo globalizzato, e gli sforzi di un solo paese non possono essere sufficienti, qual è lo stato dell’arte in Europa e di cosa necessitiamo?
Il nostro Paese può considerarsi, a buon titolo, all’avanguardia nella lotta ai più complessi fenomeni criminali, come il terrorismo, le associazioni di tipo mafioso e il riciclaggio di capitali illeciti. Siamo certamente di esempio e riferimento nella lotta alle mafie e lo hanno ribadito di recente le Nazioni Unite nel corso delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della Convenzione di Palermo 2000 sulla criminalità organizzata, dedicate al magistrato Giovanni Falcone. Nel 1982, oltre ad introdurre nel Codice penale il reato di associazione mafiosa, siamo stati il primo Paese non anglosassone a prevedere uno strumento di confisca in assenza di condanna penale come le misure di prevenzione antimafia, pur rimanendo rigorosamente entro il perimetro delle garanzie previste dalla nostra Costituzione e dei princìpi sanciti dalla Carta europea dei diritti dell’uomo. Così pure siamo stati da apripista nell’elaborazione di un complesso sistema, pur sempre migliorabile, per la gestione dei beni confiscati e la loro destinazione per uso sociale. Si tratta di meriti e di eccellenze che, è sempre bene ricordarlo, abbiamo raggiunto per stretta necessità. A poco servono le medaglie del passato e i successi che il nostro Paese ha colto nella lotta alla mafia e al terrorismo, se ora nel presente non dimostriamo di essere all’altezza di quegli sforzi e del prezzo che è stato pagato dalla generazione precedente di magistrati, forze di polizia e servitori dello Stato.

Credo che si debba continuare ad investire sugli uomini e sulle tecnologie, tema sempre delicato e complesso in Italia.
Investire sugli uomini perché le nuove sfide ci chiedono di curare in modo maniacale la preparazione professionale, l’aggiornamento delle tecniche investigative, l’adozione di un approccio rapido e flessibile, aperto al mondo esterno e ad una cultura europea ed internazionale, dove vanno potenziate ed esaltate le capacità di human intelligence e di analisi dei fenomeni. Investire sulle tecnologie: in termini di ausilio alle indagini finanziarie, interconnessione intelligente di banche dati, predisposizione di idonei strumenti di intelligenza artificiale che aiutino il profiling finanziario. Infine, occorre porre attenzione al tema dell’uso e dell’abuso dei big data e qual è l’uso che possa eventualmente farne la criminalità organizzata o comunque da parte di gruppi, reti, strutture ed organizzazioni che intendono minare la sicurezza e l’ordine pubblico dei nostri paesi.

Sul piano della prevenzione del riciclaggio, possiamo considerarci adeguati, o dobbiamo rimproverarci qualcosa?
Sul piano della prevenzione del riciclaggio – ovvero tutte quelle disposizioni che servono ad identificare il cliente, registrare le operazioni e segnalare quelle sospette – l’Italia è stata tra le prime in Europa a dotarsi di una normativa specifica. Addirittura, la prima normativa nazionale di prevenzione antiriciclaggio (d.l. 143 del 3 maggio 1991 poi convertito nella legge 197/1991) bruciò sul tempo la prima direttiva europea sulla materia di circa un mese (giugno 1991), anticipandone di fatto i contenuti. Ma anche in questo àmbito lo sforzo dei singoli paesi non è sufficiente a contrastare un fenomeno, come il riciclaggio, che ha una connotazione intrinseca transnazionale. Di questo, la comunità internazionale ne è consapevole. Sullo scenario internazionale, il GAFI – organismo intergovernativo di riferimento sulla materia – attraverso le 40 Raccomandazioni e le procedure di valutazione reciproca stimola e controlla la qualità dell’azione antiriciclaggio dei vari paesi. D’altro canto, l’Unione europea, nel suo àmbito di azione, attraverso le diverse direttive antiriciclaggio che si sono succedute nel tempo, richiede un impegno sempre più incisivo da parte degli Stati membri e dei soggetti obbligati per limitare i rischi di essere coinvolti in schemi di riciclaggio.

La domanda, a questo punto diventa necessaria e obbligatoria: è tutto questo sufficiente, è abbastanza per, non dico fermare, ma contrastare il flusso di denaro sporco, non solo a livello nazionale ma anche europeo?
No, tutto questo, occorre dirlo con onestà, non è sufficiente. Negli ultimi anni, il dispositivo europeo antiriciclaggio non ha dimostrato di essere sufficientemente robusto. Sono stati registrati non pochi casi in Europa in cui banche di rilievo nazionale (fortunatamente non in Italia) sono risultate coinvolte in casi di riciclaggio. Così pure grandi inchieste giornalistiche, come i Panama Papers, hanno evidenziato come anche soggetti ed operatori aventi sedi in Stati membri dell’Unione Europea o in territori appartenenti agli stessi fossero coinvolti in operazioni e schemi caratterizzati da opacità senza che i meccanismi di prevenzione fossero mai stati in grado di intercettarli. Tutto questo è stato puntualmente rassegnato dal Parlamento europeo in numerose risoluzioni ed è stato oggetto anche di specifiche commissioni di inchiesta. Per far fronte a tali lacune la Commissione europea ha da poco lanciato un ambizioso piano d’azione destinato a rivoluzionare profondamente il sistema antiriciclaggio in Europa così come oggi lo conosciamo.

Possiamo quasi parlare di “balcanizzazione” di disposizioni antiriciclaggio in Europa, non ci sarebbe necessità di armonizzazione?
In primo luogo, la Commissione ha preso atto di una “balcanizzazione” delle disposizioni antiriciclaggio. Nonostante le direttive emanate dall’Unione europea, nel mercato unico operano di fatto ventisette sistemi antiriciclaggio diversi, con livelli di applicazione e di efficacia dei controlli profondamente differenti. Nel futuro, stando a quanto prospettato dalla Commissione, vi sarà un unico regolamento, il cosiddetto rulebook, che sostituirà le direttive e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e, quindi, anche nel nostro Paese. In secondo luogo, la Commissione propone la creazione di una centrale europea dell’intelligence finanziaria e della vigilanza in materia antiriciclaggio. Questa funzione potrebbe essere attribuita all’EBA, l’Autorità bancaria europea, che avrà tra l’altro il compito di interfacciarsi con le singole autorità di vigilanza dei diversi paesi. Così pure sarà creato a livello centrale un “meccanismo di coordinamento e supporto”, una sorta di super FIU europea che metterà a sistema le FIU dei diversi Stati membri, sviluppando le più complesse segnalazioni di operazioni sospette a carattere transnazionale e gestendo la rete protetta di scambio delle informazioni a livello finanziario. Verosimilmente, sarà la struttura di riferimento per i dossier finanziari più delicati che saranno sviluppati da Eurojust, dalla Procura europea e da Europol.

È evidente che con questo scenario sarà necessario ripensare per tempo la risposta nazionale e l’assetto istituzionale del nostro dispositivo antiriciclaggio, in modo da non essere colti di sorpresa da questa che si prospetta come una vera e propria rivoluzione copernicana della lotta al money laundering.

Se anche l’Europa implementasse rigide misure antiriciclaggio, sarebbe sufficiente a bloccare il flusso di denaro illecito, oppure anche una strategia europea risulterebbe comunque non sufficiente se non vi è un reale sforzo globale?
Attraverso il nuovo piano di azione antiriciclaggio della Commissione Europea, se correttamente attuato e adeguatamente sostenuto dagli Stati membri, l’Europa imprimerà un fortissimo impulso all’azione di prevenzione e contrasto della criminalità finanziaria. Questo senz’altro aiuterà a rendere più resilienti le economie degli Stati membri ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. Tuttavia, le relazioni criminali travalicano di gran lunga i confini del mercato unico. Ad esempio, conosciamo ancora relativamente poco di quanto accade nei corridoi criminali, nel mercato sommerso e riguardo le relazioni criminali che dall’Europa vanno verso l’Africa e viceversa. I veri paradisi criminali e del riciclaggio non sono solo quelli dei centri offshore, ma anche quelli che sono allocati nel cono d’ombra dei media e delle grandi inchieste. E qui abbiamo un cono d’ombra grande quanto un continente. Le strategie dovranno, pertanto, essere necessariamente globali e comprendere anche quei paesi verso i quali dovremmo investire di più, anche in termini di attenzione e di capacity building. Senza l’aiuto e il supporto di questi paesi la partita contro l’illegalità non potrà mai dirsi, non dico vinta, ma nemmeno giocata.

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Bernie Sanders usa la foto con le muffole per beneficenza

La metterà su magliette e felpe per l'associazione 'Meals on Wheels' che sostiene gli anziani a basso reddito

Lifestyle People
Chiudi Bernie Sanders (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP) (ANSA) Bernie Sanders (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

Bernie Sanders si è detto "divertito" della foto che lo ritrae seduto con le muffole al giuramento di Joe Biden, un'immagine diventata virale e fonte di ispirazione creativa sui social. Per il senatore socialista del Vermont tuttavia "è stata non solo una cosa divertente, ma anche buona".
L'ex candidato alle presidenziali ha deciso infatti di usarla su magliette e felpe da vendere nell'ambito della sua campagna, con il 100% del ricavato da destinare ad associazioni benefiche del Vermont contro la fame, come 'Meals on Wheels' che sostiene gli anziani a basso reddito. 'Bernie' si aspetta di raccogliere almeno un paio di milioni di dollari. 
   

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Covid, in 24 ore 8.561 casi, 420 morti. Il tasso di positività sfiora il 6%

Salgono le terapie intensive ed i ricoveri. De Micheli: 'Dall'Avvocatura oggi esposto contro Pfizer'. Gli uffici del commissario che lo hanno confermato

Salute & Benessere Sanità
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Sono 8.561 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale, dall'inizio dell'emergenza, di 2.475.372. L'incremento delle vittime, invece, è di 420, che porta il numero complessivo ad 85.881 In base ai dati del bollettino del ministero della Salute, gli attualmente positivi in Italia sono 491.630, con un calo di 7.648 rispetto a ieri. Dall'inizio dell'epidemia sono invece 1.897.861 i pazienti dimessi o guariti, con un incremento nelle ultime 24 ore di 15.787.  Sono due le regioni che hanno più di mille nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore: si tratta della Lombardia, con 1.484 casi individuati, e dell'Emilia Romagna (1.164). Seguono la Sicilia (885), il Lazio (874) e la Campania (754).

Sono 143.116 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore. Ieri, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 216.211. Il tasso di positività continua lievemente a salire ed è ora al 5,98% (ieri era al 5,3%). Salgono ancora i ricoveri in terapia intensiva e tornano a crescere anche quelli nei reparti ordinari. Sono 2.421 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 21 in più nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 150. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.424 pazienti, in aumento di 115 unità rispetto a ieri. 

"Gli uffici del commisario ci hanno confermato e comunicato che nella giornata odierna l'Avvocatura dello Stato farà un esposto contro Pfizer, perché è del tutto evidente che il piano vaccinale che avevamo programmato insieme all'Ue va rispettato". Lo ha detto la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli a 'Oggi è un altro giorno' su Rai 1.

"E' ovvio che la verifica se il problema è legato alla produzione o se è legato al fatto che queste dosi sono state vendute altri paesi, è una verifica che è in corso, ma noi non ci possiamo permettere come né italiani, e il Governo e l'avvocatura faranno l'esposto, né come europei che i contratti non vengano rispettati. C'è in gioco talmente importante per la vita degli italiani che non ci fermeremo di fronte a nulla", ha detto De Micheli.

Intanto il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, sui ritardi annunciati da Pfizer e AstraZeneca dice che "non cambieremo gli obiettivi" di copertura vaccinale dell'80% della popolazione vulnerabile e del personale medico entro marzo e del 70% della popolazione entro l'estate

E Moderna fa sapere che testerà una dose aggiuntiva di richiamo del suo COVID-19 Vaccine (mRNA-1273) per studiare la capacità di aumentare ulteriormente la risposta immunitaria contro le varianti. In totale quindi le dosi da utilizzare, una volta conclusa questa sperimentazione, diventerebbero 3.

L'Italia è tra i Paesi Ue con alcune zone che diventano 'rosso scuro', la nuova colorazione per le aree europee ad alto rischio Covid.

 

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Covid: a Varese primo caso di variante brasiliana

Moderna studia richiamo con terza dose contro le varianti. Test per verificare un rafforzamento della risposta immunitaria

Salute & Benessere Medicina
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"È in corso di valutazione presso l'Ospedale di Varese il primo caso di variante brasiliana ad oggi osservato in Italia" lo spiega in una nota Ats Insubria. Si tratta di un uomo, rientrato nei giorni scorsi dal Brasile all'aeroporto di Malpensa via Madrid, è risultato positivo al tampone. "Il soggetto è in buone condizioni di salute, ma precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti". L'uomo è stato ricoverato nel reparto diretto dal professor Paolo Grossi "dopo che la variante era stata identificata dal laboratorio di microbiologia diretto dal professpr Fabrizio Maggi. I familiari del paziente sono tutti stati sottoposti al tampone e sono sotto sorveglianza da parte di Ats Insubria. ATS Insubria spiegano in una nota che "sta monitorando la situazione in raccordo con la Direzione Welfare di Regione Lombardia e l'Istituto Superiore di Sanità". "Sono state adottate - assicura -tutte le misure di sanità pubblica previste dai vigenti protocolli sanitari per il controllo della diffusione della variante brasiliana sul nostro territorio e, ad oggi, la situazione non è motivo di allarme".

Intanto Moderna testerà una dose aggiuntiva di richiamo del suo COVID-19 Vaccine (mRNA-1273) per studiare la capacità di aumentare ulteriormente la risposta immunitaria contro le varianti. In totale quindi le dosi da utilizzare, una volta conclusa questa sperimentazione, diventerebbero 3. Lo rende noto l'azienda che annuncia l'efficacia del vaccino contro la variante GB e quella sudafricana. "Mentre cerchiamo di sconfiggere il virus COVID-19, che ha causato la pandemia, crediamo che sia fondamentale essere proattivi mentre il virus si evolve" ha dichiarato Stéphane Bancel, Chief Executive Officer di Moderna. 

Arrivate prime dosi Pfizer, entro mercoledì 455mila - Stanno arrivando in queste ore in diverse regioni le prime fiale delle circa 455mila dosi di vaccino Pfizer previste per questa settimana per l'Italia, dopo i tagli annunciati dalla casa farmaceutica americana. Le dosi Pfizer dovrebbero essere consegnate entro mercoledì mentre domani dovrebbero arrivare le 66mila del vaccino di Moderna destinate all'Italia in questa settimana. Secondo quanto si apprende, oggi Pfizer dovrebbe inviare circa 31.500 dosi mentre per domani sono previste le consegne più consistenti, circa 406mila da Pfizer e 66mila da Moderna. Mercoledì, infine, dovrebbero arrivare mercoledì le ultime 17mila dosi circa.

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Topolino racconta la musica lirica per 120 anni da morte Verdi

Topolibro di avventura e divertimento in sei storie

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 120 anni dalla scomparsa di Giuseppe Verdi e a ricordarlo ci pensa anche Topolino con una raccolta delle più belle storie disneyane dedicate all'opera lirica, una delizia per gli appassionati di palchi, loggioni e... fumetto d'autore. Panini Comics presenta La musica lirica raccontata da Topolino con sei storie che, nel corso degli anni, hanno contribuito a raccontare su Topolino la grande opera frutto del genio di Giuseppe Verdi e di altri grandi autori operistici.
    Topolino narratore capace di spaziare tra divertimento, avventura e approfondimento all'insegna del carattere ludico-didattico che da sempre lo caratterizza.
    Il Topolibro è disponibile in edicola, in fumetteria con Topolino 3401 da mercoledì 27 gennaio) e acquistabile anche su panini.it. Ad aprire il volume, la storia più recente: Topolino e il Codice Armonico di Francesco Artibani e Paolo Mottura, dove Topolino incontra Giuseppe Verdi in persona, un omaggio in grande stile per ricordare il musicista in questa ricorrenza così speciale. Seguono altre 5 storie, scritte tra la fine degli anni '70 e inizio '80 da Guido Martina (prolifico autore che nel 1949 con il suo L'Inferno di Topolino diede vita alla prima Grande Parodia Disney). I Paperi più amati sono dunque i protagonisti di Paper-Damès e Celest'Aida (rilettura dell'Aida di Giuseppe Verdi), Paperin Caramba Y Carmen Olé (Carmen di George Bizet), Paperino di Bergerac (Cyrano de Bergerac di Franco Alfano), L'amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina (Romeo e Giulietta di Charles Gounod) e Paperino e la piccola Butterfly (Madama Butterfly di Giacomo Puccini). A dare forma e colore alle storie, che in questo Topolibro sono introdotte ognuna da curiosità e approfondimenti che le riguardano, nomi storici del fumetto disneyano: Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi e Pier Lorenzo De Vita.
    Ad impreziosire La musica lirica raccontata da Topolino, la prefazione a cura di Beatrice Venezi, giovane Direttore d'orchestra, pianista e compositrice, interamente dedicata alla musica e al suo valore. La Venezi sarà anche protagonista d'eccezione di una diretta sulla pagina Facebook @TopolinoMagazine e sul canale YouTube Panini Comics mercoledì 27 gennaio alle 19.00 per parlare di musica e raccontare le sue esperienze in giro per il mondo. (ANSA).
   

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Covid: Francia, laboratorio Pasteur rinuncia a vaccino

Dopo Sanofi un altro flop per la ricerca francese

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(ANSA) - PARIGI, 25 GEN - L'Istituto Pasteur, il più importante organismo di ricerca francese, ha annunciato oggi di aver deciso lo stop allo sviluppo del suo principale progetto di vaccino contro il Covid-19, in partnership con il gruppo Merck (MSD), poiché i primi test hanno mostrato che è meno efficace di quanto si sperasse.
    Pasteur è il secondo centro di ricerca francese ad annunciare il flop dopo il laboratorio Sanofi, che a dicembre ha fatto sapere che il suo vaccino è in ritardo e sarà pronto soltanto a fine 2021, anche in quel caso per risultati meno buoni del previsto.
    Nel caso del vaccino Pasteur in collaborazione con l'americana Merck, "le risposte immunitarie indotte si sono rivelate inferiori a quelle osservate nelle persone guarite da un'infezione naturale e a quelle osservate con i vaccini già autorizzati" contro il Covid-19 ha spiegato l'istituto francese.
    Per la ricerca e la distribuzione, il Pasteur si era alleato con il gruppo farmaceutico MSD (nome del gruppo americano Merck al di fuori di Usa e Canada). MSD aveva acquistato l'anno scorso la società di biotecnologia austriaca Themis, con la quale il Pasteur lavora da diversi anni sulla preparazione di diversi vaccini. I test della fase 1, il primo stadio sull'essere umano, erano cominciati lo scorso agosto. Il Pasteur precisa che proseguirà il suo lavoro su altri progetti di vaccino contro il Covid, ma a uno stadio preliminare. (ANSA).
   

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Continental, al Ces soluzioni hi-tech sicure e intuitive

Sistema di navigazione con mappe dettagliate e realistiche

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La giuria del Ces di Las Vegas ha premiato tre soluzioni high-tech di Continental con i Ces 2021 Innovation Awards. Ad aggiudicarsi questi riconoscimenti, la Transparent Trailer tecnologia che consente di 'vedere attraverso' il rimorchio aumentando la sicurezza durante le manovre, il primo sensore radar premium a lungo raggio ARS 540, che permette maggiore precisione nel rilevamento di oggetti fino a 300 metri, e il sistema audio 3D senza altoparlanti Ac2ated Sound, sviluppato in collaborazione con Sennheiser, capace di offrire un'esperienza sonora immersiva, estremamente realistica e coinvolgente, rivoluzionando l'audio on board.

Al Ces di quest'anno, Continental ha inoltre presentato insieme a Here, azienda di servizi e tecnologie di dati di tipo geografico e di mappatura per il settore automobilistico, e Leia Inc, fornitore leader di soluzioni per display olografici in ambito mobile, una nuova soluzione per portare la navigazione in tre dimensioni all'interno dei veicoli. L'obiettivo della collaborazione tra le aziende è offrire all'utente un'esperienza a bordo del veicolo nuova, sicura e intuitiva, e arricchita da un elemento 'sorpresa': il sistema di navigazione Natural 3D.

Le rappresentazioni topografiche 3D degli edifici e del territorio create da Here sono visualizzate sui display Continental posti all'interno dell'abitacolo grazie alla tecnologia Lightfield di Leia.

Questa soluzione integrata consente una visione stereoscopica delle mappe in maniera naturale, senza la necessità di indossare specifici occhiali o l'ausilio di sensori di tracciamento oculare. La tecnologia Lightfield rende accessibile l'effetto 3D da varie angolazioni, pertanto, sia il conducente che i passeggeri possono godere delle grafiche tridimensionali.

Grazie alla corretta riproduzione tridimensionale del mondo reale offerta dalla soluzione 3D di Continental, Here e Leia Inc, i conducenti sono in grado di cogliere le informazioni necessarie più rapidamente e orientarsi meglio senza distrazioni.

I contenuti che rendono possibili queste riproduzioni provengono da Here Premier 3D Cities, un insieme di mappe premium e grafiche 3D altamente dettagliate rappresentanti la topografia di 75 centri urbani in tutto il mondo, che sono completamente interattive e personalizzabili.

Mettendo insieme il Natural 3D Display di Continental, la tecnologia Lightfield di Leia e le mappe 3D Here, le aziende hanno creato una soluzione comune che vogliono integrare nella prossima generazione di veicoli, lavorando direttamente con le case automobilistiche.

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Covid: Rappuoli, farmaco a disposizione ad aprile-maggio

'E' infialato e pronto per le prove cliniche tra qualche giorno'

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(ANSA) - FIRENZE, 25 GEN - "Il farmaco è infialato e pronto per le prove cliniche che inizieranno tra qualche giorno e, con leggerissimo ritardo, dovrebbe essere a disposizione delle persone verso a aprile-maggio". Lo ha detto Rino Rappuoli, direttore scientifico di Gsk Vaccines e coordinatore della ricerca sugli anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences durante un evento della Regione Toscana.
    "Siamo molto contenti - ha aggiunto Rappuoli - di essere arrivati al momento in cui con il commissario Arcuri abbiamo fatto un accordo con cui ci prepareremo non solo a fare questo farmaco, ma anche a diventare un posto per la sicurezza nazionale contro le malattie emergenti in futuro". (ANSA).
   

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Flotte aziendali, nel 2021 meno benzina e diesel, ok ibridi

Obiettivo: evitare aggravi fiscali, attenzione a uso promiscuo

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Con l'entrata in vigore della normativa che penalizza fiscalmente le vetture che producono maggiori emissioni di anidride carbonica, cambierà inevitabilmente l'organizzazione delle flotte aziendali.

Lo rivela una instant survey 'Flotte aziendali: fringe benefit, prendere o lasciare?', promossa da Top Thousand, l'Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende, in collaborazione con Fleet Magazine e con il patrocinio di Aniasa.

L'indagine è stata condotta su un campione di 47 fleet e mobility manager di aziende di diverse dimensioni, con un parco totale gestito di oltre 70.000 veicoli.

Dal luglio 2020 la normativa sul fringe benefit (i veicoli assegnati) è cambiata, con l'aumento della quota di benefit tassabile per chi usa vetture con maggiori emissioni di CO2. Se prima, infatti, la percentuale di uso sottoposto a tassazione (quella relativa al tempo libero) era identica per tutte le vetture (30%), adesso si differenzia in base alle emissioni di anidride carbonica: per le auto comprese nella fascia tra 161 e 190 grammi/km è salita prima al 40% e, dal primo gennaio 2021, al 50%, mentre per le auto che superano i 190 gr/km si è attestata prima al 50% e, sempre dal primo gennaio 2021, al 60%.

Al contrario, secondo il principio del "più inquino, più pago" (e viceversa), per le vetture con emissioni inferiori a 60 gr/km si riduce al 25%.

E nell'anno appena iniziato sulle immatricolazioni farà sentire il suo peso anche l'entrata in vigore definitiva del metodo di calcolo delle emissioni secondo il ciclo di prova WLTP, che prenderà il posto del "NEDC correlato". La novità sul fringe benefit, pur applicandosi soltanto alle vetture di nuova immatricolazione e assegnazione, prevede un aggravio fiscale non da poco con tre possibili soluzioni: addebito della nuova aliquota al dipendente in busta paga, l'azienda si assume l'onere oppure modifica la car policy, rinunciando ai modelli penalizzati dalla nuova tassazione.

La quota delle auto in uso promiscuo (lavoro e tempo libero) sul totale delle auto aziendali è oggi piuttosto considerevole ed equivale a oltre un terzo delle oltre vetture considerate nel campione. Le auto con emissioni superiori a 160 gr/km sono in progressiva diminuzione nelle flotte, che tendono a rinnovare i propri parchi con veicoli meno impattanti, e si attesta attorno al 3%/4%. Quelle con emissioni superiori a 190 gr/km sono di poco superiori all'1%.

Dati, questi, che evidenziano l'orientamento green delle flotte aziendali, ben testimoniato anche dal numero totale di auto con emissioni inferiori a 60 gr/km (essenzialmente elettriche ed ibride plug-in), oltre il doppio di quelle più inquinanti. I restanti veicoli, ovvero la maggioranza, appartengono alla fascia di emissioni compresa tra 61 e 160 gr/km, ovvero quelle categorie che continuano ad essere soggette alla vecchia normativa sul fringe benefit. Per le vetture ad alte emissioni, il 50% del campione della ricerca dichiara di voler attribuire il costo maggiorato al dipendente, mentre il 47% è pronto a rinunciare al veicolo, modificando la propria car list e sostituendolo ad esempio con modelli Mild Hybrid. Solo il 3% delle aziende prevede di aumentare lo stipendio del dipendente, facendosi carico del maggiore onere.

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Aumentano i prezzi delle auto nuove, per l'usato trend opposto

Nel 2019 in modesta crescita costi servizi di assistenza

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Chiudi Auto: aumentano prezzi delle nuove, trend opposto per usato (ANSA) Auto: aumentano prezzi delle nuove, trend opposto per usato

Nel 2020 i prezzi delle auto nuove in Italia sono aumentati mediamente del 2,4% rispetto al 2019. Si tratta di un aumento significativo considerato che, sempre nello stesso periodo, il tasso di inflazione è invece calato dello 0,2%.

Alla crescita dei prezzi delle auto nuove si contrappone la diminuzione dei prezzi delle auto usate, che nell'anno che si è appena chiuso hanno visto un calo dei prezzi dell'1%. Sempre con riferimento al 2020, risultano in modesta crescita (+1,1%) i prezzi dei servizi per l'assistenza alle auto. È quanto rileva un'elaborazione sugli indici Istat dei prezzi al consumo per l'intera collettività realizzata dall'Osservatorio Autopromotec.

In dettaglio, è ormai da alcuni anni che si assiste al fenomeno dell'aumento dei prezzi delle auto nuove, a causa del fatto che le case automobilistiche tendono ad offrire tecnologie per la sicurezza e software sempre più sofisticati a bordo delle auto.

Già nel 2016, ad esempio, l'indicatore dei prezzi delle auto nuove faceva registrare un aumento medio tendenziale (cioè sull'anno precedente) dello 0,6%.

I prezzi sono poi ulteriormente cresciuti nel 2017 (+0,9%), nel 2018 (+1,9%) e nel 2019 (+2,5%). Anche nel 2020 l'incremento è stato importante (+2,4%), seppur con una lievissima decelerazione rispetto alla crescita fatta registrare nel 2019 dovuta in larga parte alla straordinaria situazione di emergenza che sta vivendo il Paese a causa della pandemia, situazione che ha indotto il mercato del nuovo a non forzare oltremodo sui prezzi.

Il mercato dell'auto usata è stato invece interessato da una dinamica opposta. I prezzi delle auto usate hanno subìto infatti negli ultimi anni una serie continua di cali dovuta soprattutto alla cosiddetta demonizzazione del diesel. Questo fenomeno ha determinato un rallentamento da parte degli automobilisti nella decisione di sostituire le vecchie auto diesel, con l'inevitabile effetto di svalutazione delle vetture usate con questo tipo di motorizzazione.

Maggiore stabilità, infine, ha caratterizzato il comparto dei servizi di assistenza alle auto. Come detto in apertura, i prezzi nel 2020 hanno fatto registrare un incremento tendenziale modesto (+1,1%), in linea con gli incrementi degli anni precedenti. Entrando nel dettaglio delle singole voci di spesa, quelle relative alla manutenzione e alla riparazione di auto hanno fatto registrare una crescita dell'1,1%. Stesso aumento anche per i prezzi dei pneumatici. In misura inferiore sono aumentati i prezzi dei lubrificanti (+1%) e dei pezzi di ricambio e accessori (+0,8%).

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Peugeot, Linda Jackson nominata ceo del brand

Arriva da Citroen, prende il posto di Imparato

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Una donna al comando di Peugeot.

Linda Jackson è stata nominata direttore generale del marchio del Leone.

Dal Regno Unito alla Francia, Linda Jackson ha acquisito una vasta esperienza nel settore automobilistico, ricoprendo ruoli finanziari e commerciali presso Jaguar, Land Rover e Rover Group, dove ha ricoperto il ruolo di Regional Financial Manager per Rover Europe alla fine degli anni '90 e poi quello di direttore Finanziario delle vendite europee per MG Rover Group fino alla fine del 2004, prima di entrare a far parte di Groupe PSA nel 2005.

All'interno di Groupe PSA, Linda ha ricoperto inizialmente il ruolo di direttore Finanziario di Citroën UK, e poi di Citroën France, dal 2009 al 2010. È diventata ceo di Citroën UK e Irlanda nel luglio 2010.

Nel 2014, Linda è stata nominata ceo globale del marchio Citroën e membro del comitato esecutivo globale di Groupe PSA. Durante i suoi 6 anni come ceo di Citroën, dal 2014, Linda è riuscita a riposizionare il marchio, aumentando le vendite e trasformando Citroën in uno dei brand più rispettati.

Nel gennaio 2020, Linda è stata incaricata di guidare lo sviluppo del portafoglio dei brand mainstream, per chiarire e garantire la differenziazione di questi marchi.

Nata nel Regno Unito e laureata con un MBA presso l'Università di Warwick, Linda Jackson ha trascorso l'intera carriera nell'industria automobilistica.

''Sono lieta di entrare a far parte del marchio Peugeot - Linda Jackson, ceo del brand -. e di continuare il lavoro intrapreso negli ultimi anni con i team attuali. La sfida è tanto più entusiasmante in quanto arriva contemporaneamente al lancio del gruppo Stellantis''. 

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Horizon, mobility hub rende 'facile' noleggio lungo termine

Nuovi servizi e personalizzazioni da storici dealer di Milano

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Per rendere ancora più flessibile e 'stress free' le soluzioni di mobilità e noleggio, in questo caso totalmente integrate con una rete di dealers e centri assistenza di proprietà, nasce Horizon, un mobility hub dedicato alle aziende, ai liberi professionisti ma anche ai privati.

Frutto di un'integrazione tra noleggio tradizionale e nuovi bisogni di mobilità del cliente Horizon - si legge nella nota - permette di minimizzare gli oneri di gestione della vettura con una consulenza personalizzata e una customer experience che copre tutto l'itinerario 'sino all'ultimo miglio', visto che offre servizi legati sia alle quattro sia alle due ruote. Nata come startup nei primi mesi del 2020 da due consolidate realtà imprenditoriali milanesi nel mondo automotive - la Denicar storico concessionario Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Abarth, Fiat Professional, Opel e Piaggio e la Autorigoldi anch'esso storico concessionario Volkswagen e Skoda, Horizon Automotive con meno di un anno di attività vanta già un importante pacchetto di clienti con oltre 1.000 ordini ricevuti per un totale di oltre 3.000 automobili.

L'evoluzione del mercato e la diversa situazione in cui si trovano oggi ad agire gli automobilisti hanno evidenziato la necessità di una consulenza continua e personalizzata che Horizon svolge avvalendosi della presenza delle sedi operative sul territorio (fuori dalla Lombardia opera grazie ad accordi specifici) oltre che di una squadra di professionisti con competenze specifiche e sempre aggiornate. Horizon, anche grazie all'imminente lancio di un'innovativa piattaforma web, ha l'obiettivo di fornire le più flessibili soluzioni di mobilità a noleggio totalmente integrate con la rete di concessionari e centri assistenza di proprietà, elemento quest'ultimo che rappresenta un'unicità nel panorama automobilistico. Grazie a questo ogni cliente potrà trovare la sua personale soluzione di mobilità 'taylor-made' minimizzando gli oneri di gestione della vettura e colmando le criticità nell'esperienza e nel servizio che si possono riscontrare nelle organizzazioni più grandi.

Il primo mobility hub in Italia può contare su 2 sedi, 24 punti di assistenza diretta, 7 partner ufficiali di noleggio a lungo termine ed una flotta di 300 auto sostitutive. In particolare Horizon si è specializzata nell'offerta di mezzi elettrificati, ibridi (Mild e Full Hybrid), plug-in (PHEV) e full electric (BEV).

Grazie alla possibilità di quotare le auto con le principali società di noleggio a lungo termine in Italia, Horizon offre, utilizzando un innovativo strumento online di comparazione, l'opportunità di ottimizzare i processi di acquisto. E propone ai clienti le soluzioni più efficaci grazie a sistematiche attività di scouting delle migliori offerte sul mercato.

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Piaggio: Colaninno, dobbiamo cambiare Dna in pochi anni

Europa trovi unità e faccia un passo per cogliere opportunità

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"Piaggio deve cambiare completamente il proprio Dna, se non riuscisse a farlo avrebbe dei forti problemi". Lo afferma il presidente e amministratore delegato del Gruppo Roberto Colaninno, intervenuto al convegno 'Il Mondo nel 2021' organizzato da Ispi e Assolombarda. Secondo Colaninno Piaggio "deve cambiare la cultura delle persone, la stuttura industriale degli stabilimenti, non deve perdere il mercato e deve equilibrarsi su modelli di gestione politica, economica e dimensionale molto diversi tra loro". "Se in Europa non facciamo alla svelta a trovare unità - spiega - certamente non potremo avere una competenza alla pari con la Cina".

L'Europa deve fare "un passo sufficiente" per "cambiare cultura, persone, centri di ricerca e investimenti e per non perdere le opportunità di un mondo che sta cambiando in modo che non riusciamo a cogliere pienamente". "I cambiamenti in atto - sottolinea - ci obbligheranno a una cultura ad una apertura e a cambiamenti ancora lontani dal nostro Dna attuale". 

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Denuncia falsa rapina Suv per premio assicurazione, scoperto

Segnalato dai carabinieri, voleva truffare assicurazione

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Ha denunciato di essere stato rapinato della propria auto ma in realtà aveva solo simulato per intascare il premio dell'assicurazione. Per questo un 51enne di Catania è stato denunciato dai carabinieri di Cassano allo Ionio per truffa aggravata, simulazione di reato e calunnia. Il 5 gennaio scorso, l'uomo, proprietario di un terreno agricolo il località "Doria" di Cassano allo Ionio, ha denunciato ai carabinieri della tenenza di Cassano di essere stato rapinato del suo Suv da tre uomini travisati e sotto la minaccia di una pistola. Gli stessi, secondo il racconto dell'uomo, si sarebbero poi dileguati a bordo del veicolo. Una versione che, sin da subito, ai militari è apparsa lacunosa tant'è che, d'intesa con il sostituto procuratore del tribunale di Castrovillari Luigi Spina, hanno iniziato delle attività tecniche che in poco tempo hanno permesso di ricostruire cosa era avvenuto. Il 51enne aveva subito chiesto il pagamento del premio alla società con cui aveva stipulato il contratto di assicurazione, per ottenere il risarcimento del danno, ma durante le intercettazioni i militari hanno compreso che l'uomo aveva inscenato tutto proprio per ottenere la dazione del denaro. I carabinieri hanno anche scoperto che il Suv, nel giorno indicato come quello della rapina non era mai arrivato a Cassano, né imbarcato allo stretto di Messina. E anche le indicazioni fornite dal 51enne su possibili responsabilità di un uomo erano completamente infondate.

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Aprilia RS660, pronto anche il trofeo monomarca

La nuova media sportiva di Noale protagonista in pista

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Dopo il debutto della Aprilia RS 660, nasce anche il trofeo monomarca dedicato alla nuova media sportiva di Noale. Si chiamerà Trofeo Aprilia Racing RS 660 e l'idea per la sua partenza nasce attorno alla nuova bicilindrica leggera ed efficace tra le curve che, pur essendo concepita per essere fruibile quotidianamente su strada, è capace di trasformarsi con poche modifiche in una moto veloce e divertente tra i cordoli.

Forte dell'esperienza intrapresa un anno fa con il progetto Aprilia Sport Production, nato per portare in pista giovanissimi piloti a partire dagli 11 anni di età in sella alle 'piccole' RS 250 SP, Aprilia Racing, insieme alla Federazione Motociclistica Italiana, organizza ora quello che può essere definito il secondo importante tassello della rinata 'Scuola dei Campioni' Aprilia. "L'idea di questo Trofeo è nata in maniera naturale - conferma Massimo Rivola, AD di Aprilia Racing - appena ci siamo resi conto di quanto la nuova RS 660 non sia soltanto bella da vedere, ma anche da guidare. È una moto con un eccellente equilibrio dinamico e in Aprilia Racing abbiamo deciso di sfruttarlo e trasferirlo subito in una competizione in pista che si inserisce perfettamente in quello che è il nostro impegno per portare in gara i giovani piloti". Il Trofeo Aprilia Racing RS 660 si correrà su sei gare, tutte inserite nella cornice del CIV (Campionato Italiano Velocità) e potrà ospitare fino a 42 moto sulla griglia di partenza, con piloti a partire dai 15 anni di età. Tutte le Aprilia RS 660 al via saranno identiche, fornite 'pronto gara' da Aprilia Racing e non modificabili in nessuna parte. Inoltre Aprilia Racing seguirà costantemente da vicino tutti i piloti iscritti, curando la crescita e la valorizzazione sportiva dei più giovani e meritevoli. In palio per il campione del Trofeo, anche una Aprilia RS 660, versione stradale. La prima edizione del Trofeo si inserisce nel folto programma del CIV e si svolgerà su sei gare, racchiuse in cinque fine settimana. Si parte da Misano il 16 maggio, poi Imola (4 luglio), Misano (25 luglio, gara doppia), Mugello (29 agosto) e Vallelunga (10 ottobre). Tutte le informazioni e i moduli per l'iscrizione al Trofeo Aprilia Racing RS 660 sono disponibili da oggi sul sito www.bkcorse.com.

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Covid: Austria, scatta obbligo Ffp2 sugli autobus

Anche nei negozi, distanziamento minimo sale a 2 metri

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In Austria la pandemia non rallenta in modo significativo, nonostante il paese sia in lockdown da Natale. Per questo motivo oggi scatta l'obbligo di indossare mascherine Ffp2 nei negozi e sui mezzi pubblici. Il distanziamento minimo sale da un metro a 2 metri.

L'obbligo Ffp2 vale anche per chi va in macchina con persone con le quali non convive, per le visite negli ospedali e nella case di riposo e per i passeggeri delle Austrian Airlines. A Vienna le Ffp2 vanno indossate anche negli uffici pubblici. La multa è di 25 euro, sui treni Oebb di 40 e sui mezzi pubblici a Vienna di 50 euro.

Alcuni supermercati, in una prima fase, distribuiscono le mascherine Ffp2 gratis, altri le vendono a 59 centesimi. 

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Resiste l'export 'food and beverage' Made Italy, grazie anche a pasta e riso

Studio Federalimentare, nei primi 10 mesi del 2020 le esportazioni alimentari si arenano su un faticoso +0,1%

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ROMA  - La seconda ondata della pandemia ha inferto un duro colpo all'export Made in Italy nel mondo, ma il 'food and beverage' resiste. Anche se si arena su un faticoso +0,1% nei primi 10 mesi del 2020 (rispetto al 2019), resta comunque in netto vantaggio rispetto al -12,0% delle esportazioni complessive del Paese. Questo grazie anche a prodotti versatili ed economici come pasta e riso. È l'analisi di Federalimentare, su dati Istat, per l'export alimentare italiano nel mondo, da cui emerge anche quanto le esportazioni dell'industria alimentare italiana possano dirci su come vengono recepite le nostre eccellenze all'estero, i cibi più richiesti e come cambiano i trend e le tendenze negli anni. I più tradizionali e economici alimenti della dieta mediterranea aiutano a calmierare il carrello della spesa, con incrementi sui 10 mesi 2020 pari al +15,6% per la pasta e al +12,0% per il riso. Mentre scendono i vini (-8,4% in valore) e le acque minerali (-8,5% in valore). Risultato, spiega Federalimentare, dovuto anche al fatto che il canale Horeca è chiuso in tutto il mondo. Tuttavia, sottolinea la federazione, superato questo cavo d'onda la qualità dell'offerta alimentare nazionale aprirà immediatamente nuovi e premianti spazi di mercato, come avvenuto negli ultimi anni. Se guardiamo, infatti, alle preferenze mostrate dai mercati esteri nei confronti del nostro "food and beverage" nel periodo 2015-2019, emerge un progresso del +22,1% dell'export del comparto, a fronte del +14,8% delle esportazioni complessive del Paese. I progressi maggiori risultano appannaggio di acquaviti e liquori (+88.6%) e lattiero-caseario (+38,4%). Seguono molitorio (+29,9%), dolciario (+29,2%) e caffè (+23,3%). Ma c'è un dato significativo. Malgrado la concorrenza, le esportazioni agroalimentari italiane hanno mostrato nel periodo una crescita del valore medio unitario di circa 11 punti percentuali. Significa che i consumatori esteri hanno riconosciuto la qualità dei nostri prodotti alimentari e hanno accettato dinamiche espansive di prezzo per acquistarli. Non a caso la Dop Economy ha ricevuto un forte impulso, grazie alle grandi produzioni certificate. Il comparto delle Dop italiane ha raggiunto un fatturato nel 2019 di 16,9 miliardi, pari all'8,4% del fatturato agroalimentare complessivo del Paese, equivalente a 202 miliardi (145 miliardi di industria alimentare + 57 miliardi del primario). E sul fronte dell'export, sempre nel 2019, un risultato pari di 9,5 miliardi di euro, pari al 21,9% dell'intero export agroalimentare italiano (43,4 miliardi). Tuttavia, le esportazioni del food and beverage Made in Italy nei primi 10 mesi dell'anno passato (rispetto al 2019) si sono fermate su un faticoso +0,1%, rimanendo comunque in netto vantaggio rispetto al -12,0% parallelo delle esportazioni complessive del Paese. Ma a novembre, dicono gli esperti di Federalimentare, dovrebbero recuperare un po', portando il bilancio degli ultimi 11 mesi a oltre lo 0,1%. La stima è quindi che l'anno 2020 chiuderà per l'export in sostanziale pareggio. E nel 2021 ci potrebbe essere un sostanziale recupero se - come ci si aspetta - l'Horeca riaprirà e recupererà circa 1/3 di quello che è il suo potenziale. In questo caso l'export del 2021 potrebbe non solo tornare ai livelli del 2019 ma fare di meglio e chiudere l'anno con un +3 punti percentuali rispetto al 2019.

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In auto con lampeggiante uguale a quello polizia, denunciato

L'uomo notato mentre rimproverava pedoni "lenti"

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Ha detto agli agenti di essere un "moralizzatore" nei confronti dei pedoni indisciplinati. Ma in macchina aveva un lampeggiante blu uguale a quello della polizia e per questo è stato denunciato. L'uomo, 54 anni, italiano, ieri pomeriggio è stato notato mentre tra via XX Settembre e via Maragliano gridava contro i pedoni invitandoli ad attraversare in fretta. Quando la pattuglia lo ha notato, l'uomo è risalito in auto e si è allontanato in gran fretta. Gli agenti lo hanno raggiunto e lo hanno controllato. L'uomo ha spiegato, appunto, che stava soltanto facendo da "moralizzatore" nei confronti dei pedoni indisciplinati che creavano intralcio alla viabilità.

Dagli accertamenti è emerso che nei giorni scorsi era stato già denunciato perché trovato in possesso di due coltelli. In auto aveva anche il lampeggiante.

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Migliora l'aria in E-R, stop alle misure emergenziali

Da martedì 26/1 potranno tornare a circolare i diesel Euro 4

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In miglioramento la qualità dell'aria in Emilia-Romagna: dopo oltre una settimana di restrizioni per gran parte del territorio, in tutte le province i livelli di pm10 tendono a rientrare nei valori consentiti. Da domani, martedì 26 gennaio, anche nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena saranno dunque revocate le misure emergenziali anti-inquinamento. Potranno tornare a circolare i veicoli diesel Euro 4 e non ci saranno restrizioni ai sistemi di riscaldamento di case e locali commerciali.

È quanto comunica l'Agenzia regionale per la protezione ambientale che ha modificato l'emissione dei bollettini. Questi vengono pubblicati nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, non più sui dati di rilevamento dei giorni precedenti ma con un sistema di valutazione basato sulla previsione meteorologica e di qualità dell'aria per i giorni successivi, prevedendo i possibili sforamenti. 

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Ford, richiamo veicoli in Usa comporta costo 610 mln dollari

NHTSA impone interventi per airbag Takata su 3 miloni di veicoli

Motori Sicurezza
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Ford è stata obbligata in usa dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) a dar corso al richiamo, assieme a Mazda, di circa 3 milioni di veicoli per la presenza di airbag Takata potenzialmente difettosi. Le due aziende avevano richiesto alla NHTSA di poter essere esentate da questa procedura, che era già imposta a General Motors lo scorso novembre con il richiamo di quasi 6 milioni di suv e pick-up, egualmente dotati degli airbag Takata.

I veicoli Ford da richiamare negli Stati Uniti sono il Ranger nella produzione 2007-2011, il Fusion (2006 - 2012), l'Edge (2006 - 2012, le Lincoln Zephyr e MKZ (2006 - 2012), MKX (2007 - 2010) e la Mercury Milan (2006 - 2011) per un costo complessivo che l'azienda di Dearborn stima il 610 milioni di dollari.

Questa cifra - secondo gli analisti - si rifletterà negativamente come voce speciale nei risultati finanziari 2020 di Ford che saranno comunicati il 4 febbraio.

I difetti degli airbag Takata - legati all'uso del nitrato di (ANSA).

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Bimbi,aumentano danni a occhi per contatto gel disinfettanti

Documentato in Francia aumento 7 volte, posizionati altezza viso

Salute & Benessere Medicina
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(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Con la pandemia i gel igienizzanti per le mani si utilizzano molto di più e spesso i dispencer sono posti all'altezza di un metro, che per un adulto medio corrisponde più o meno alla vita mentre per un bambino è in alto, a livello degli occhi. È così che, come conseguenza, è stato documentato in Francia un aumento dei casi di bambini con problemi talvolta anche gravi agli occhi legati all'esposizione a sostanze chimiche pericolose contenute in questi prodotti. Uno studio, guidato dall'Hopital Fondation Adolphe de Rothschild e pubblicato su Jama Opthalmology ha evidenziato infatti che ci sono stati sette volte più casi tra i bambini di esposizione degli occhi a sostanze chimiche pericolose nel disinfettante per le mani tra il 1 aprile e il 24 agosto 2020, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (232 rispetto che 33), secondo i dati del Centro antiveleni francese. Allo stesso modo, nello stesso periodo, 16 bambini sono stati ricoverati in un ospedale specializzato in oftalmologia pediatrica, rispetto a un solo ragazzo nel 2019. Due casi gravi hanno richiesto un intervento chirurgico per trapiantare il tessuto nelle cornee.
    I casi ospedalieri riguardavano tutti bambini di età inferiore ai 4 anni: anche per questo i ricercatori francesi ritengono che proprio l'altezza alla quale sono posizionati i dispencer nei luoghi pubblici, a livello degli occhi dei piccoli, possa aver avuto un'influenza. Nel 2020, infatti, 63 casi di esposizione a sostanze chimiche dei gel igienizzanti si sono verificati in un luogo pubblico, mentre non ne è stato segnalato nessuno nel 2019. "In tutti i Paesi - concludono i ricercatori - è richiesta cautela nel posizionare gli erogatori in luoghi pubblici, oltre a illustrazioni informative che sottolineano il rischio di esposizioni involontarie nei bambini, per prevenire ulteriori gravi lesioni oculari". (ANSA).
   

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Pecorino Romano, 285mila quintali nella campagna 2019-2020

Maoddi, sistema in equilibrio. Ora puntiamo al mercato italiano

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MACOMER - La campagna lattiero casearia 2019-2020 ha restituito 285mila quintali di pecorino romano dop da immettere sul mercato. Di questi, 110mila quintali saranno venduti negli Usa, 55mila in Europa, 4.500 in Canada, 2.500 in Giappone, 2.000 nel resto del mondo, circa 100mila in Italia e 15mila quintali sui bandi Agea per indigenti. E se il Consorzio continuerà a curare i mercati esteri, nei prossimi mesi l'Italia sarà l'obiettivo centrale.

"La campagna si è conclusa positivamente, la produzione è stata adeguata al fabbisogno del mercato senza che si siano generate eccedenze - dice il presidente del Consorzio di tutela, Gianni Maoddi - Questo significa che il sistema è in equilibrio".

Il primo trimestre di produzione 2020-2021 (ultimo trimestre 2020) registra però un incremento della produzione pari all'81%.

"E' un dato che per il momento non ci spaventa, perché se in termini percentuali è alto, in quantità assolute rappresenta 10mila quintali in più, che in un mercato in equilibrio è una quantità gestibile - spiega Maoddi - Sono dati che vanno visti in prospettiva, vanno cioè spalmati sull'intera produzione dell'anno e non rispetto al singolo mese o trimestre.

L'incremento è dovuto prima di tutto alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, ma sono convinto anche che questo aumento si ridimensionerà parecchio. Anche perché - ricorda - l'inizio anticipato della produzione presuppone anche una fine anticipata".

"Non dimentichiamoci poi del lockdown che ha stravolto tutto, non solo le nostre vite professionali: quando sono iniziate le chiusure di bar, ristoranti, pizzerie, il consumo dei formaggi freschi è letteralmente crollato. A quel punto - dice il presidente del consorzio - abbiamo scelto di trasformare il latte ovino in pecorino romano. Allo stesso tempo, è aumentata la vendita nella grande distribuzione".

In ogni caso, secondo Maoddi "le giacenze di magazzino devono essere considerate una opportunità e non un limite, anzi una risorsa su cui poter contare per affrontare mercati diversi e sviluppare nuovi progetti: ovviamente, è fondamentale la programmazione finanziaria". 

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Suzuki Swace Hybrid, sold out la speciale Web Edition

Nei prossimi giorni in concessionaria. Avanti store digitale

Motori Prove e Novità
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Ha già fatto registrare il tutto esaurito la serie speciale che ha segnato il debutto online di Suzuki Swace Hybrid. La Hybrid Web Edition, con l'intero lotto di quindici vetture prenotabili online, è infatti andato esaurito in breve tempo. A rendere speciale ogni esemplare della versione speciale è una verniciatura BiColor, con il bianco, il nero o il blu metallizzati abbinati al tetto silver. Swace Hybrid sarà a breve arriverà nei prossimi giorni negli showroom Suzuki, aperti in tutte le zone d'Italia e operanti nel rispetto del distanziamento e delle disposizioni igienico-sanitarie stabiliti dalle normative per il contenimento del contagio da Covid-19. Con Suzuki Smart Meet è possibile consultare online l'agenda virtuale di ogni Concessionario, per fissare una videochiamata o un appuntamento in showroom. Mediante Suzuki Smart Buy, poi, i clienti potranno acquistare direttamente dal portale dedicato, a qualsiasi momento, senza doversi muovere da casa. Effettuare la prenotazione attraverso le procedure del web store Suzuki è molto semplice. Una volta all'interno dello store, è sufficiente selezionare il prodotto desiderato, effettuare l'accesso all'area MYSUZUKI e selezionare la concessionaria presso la quale finalizzare l'acquisto versando un acconto tramite PayPal. Dopo un'e-mail di conferma, il cliente viene ricontattato dal concessionario per definire le fasi finali dell'acquisto, oltre ai tempi e alle modalità di consegna. Il programma Suzuki Smart Buy coinvolge l'intera gamma Auto e buona parte dei modelli presenti nei cataloghi Moto e Marine.

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Nissan blinda futuro Sunderland concentrando linee batterie

Stabilimento Gb ora soddisfa percentuali richieste dalla Brexit

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Alla luce degli accordi presi dopo l'entrata in vigore della Brexit, Nissan ha varato un programma per la costruzione nel Regno Unito di batterie per veicoli elettrici, un passo che permetterà di tutelare il futuro della sua fabbrica di Sunderland.

La società cinese Envision Group, che si occupa attualmente della costruzione di batterie da 40 kWh proprio a Sunderland aggiungere alla sua gamma anche la versione da 62 kWh attualmente prodotta negli Stati Uniti e importata nel Regno Unito.

Spostare tutta la produzione di batterie nel Regno Unito eviterà a Nissan di incorrere nei dazi del 70% per i modelli Leaf costruiti per l'esportazione secondo i termini del nuovo accordo commerciale, in quanto riporta sopra al 55% il valore materiale di un veicolo che deve provenire dal Regno Unito o UE per evitare sanzioni.

"L'accordo sulla Brexit - ha detto Andrew Humberstone Ceo di Nissan UK - ci dà finalmente qualche certezza e ci permette di pianificare futuri successi per le nostre operazioni in tutta la regione". Con questa 'rivitalizzazione' Sunderland dovrebbe poter diventare il fulcro centrale delle operazioni europee di Nissan come parte del piano dell'Alleanza con Renault e Mitsubishi.

Secondo il Financial Times Renault potrebbe spostarvi la produzione dei suoi suv Captur e Kadjar che condividono le piattaforme con Juke e Qashqai e aggiungervi anche nuovi modelli. Oggi Sunderland lavora a poco più della metà della capacità e potrebbe aggiungere nella gamma la nuova generazione dell'X-Trail e l'inedito suv elettrico Ariya.

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Con il lockdown il 53% degli italiani ha scoperto l'amore per la cucina

Pizza regina dei fornelli. Penne lisce in bianco il piatto 2020

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ROMA - Il 77% degli italiani ha cucinato più che in passato nell'anno del lockdown, mentre il 53% ha scoperto l'amore per la cucina. Il 14% degli che non sapeva cucinare prima del 2020 ha iniziato a farlo. E' quanto emerge con un'indagine di Al.ta Cucina (mediatech company e community del food), condotta con il supporto della sua community di oltre 4 milioni di persone alle quali è stato chiesto di raccontare il 2020 ai fornelli. Dal report emerge in particolare che se il 2020 fosse un piatto, sarebbe di penne lisce in bianco, "quasi a rappresentare - spiega una nota - la mancanza di colore e la tristezza che richiama il lungo periodo di costrizioni". Il 2020 è stato anche associato a ricette più elaborate come la carbonara con la panna o ancora la pizza hawaiana, quella con l'ananas, "a indicare - sostengono gli analisti - un immaginario collettivo dove la ricetta tradizionale, quindi la routine quotidiana, viene ufficialmente invasa da ingredienti poco ortodossi". Tra i cibi più cucinati, sul podio troviamo la regina della cucina made in Italy, la pizza, che, insieme ai lievitati di ogni tipo, è stata infornata dal 37% degli intervistati andando ad occupare il ruolo di vero piatto simbolo del 2020. Seguono dolci (32%) e pasta (25%). Fanalino di coda i piatti light. 

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Volkswagen soddisfa con ampio margine obiettivi Ue sulla CO2

Emissioni medie 2020 flotta 92 g/km rispetto a limite 97 g/km

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Sulla base dei dati preliminari, la marca Volkswagen ha soddisfatto con ampio margine gli stringenti obiettivi europei sulle emissioni di CO2 per il 2020. Nel complesso, è stata ridotta di 6 milioni di grammi la produzione di anidride carbonica rispetto a quanto richiesto dalle normative.

La flotta delle nuove autovetture vendute da Volkswagen nell'Unione Europea ha fatto registrare un'emissione media di 92 g/km, mentre il limite massimo legale era di 97 g/km. Rispetto all'anno precedente, le emissioni di CO2 della Volkswagen sono diminuite del 22%. La conferma definitiva degli obiettivi sulle emissioni da parte della Commissione Europea - si legge nella nota - avverrà in un momento successivo "La Volkswagen prosegue nella trasformazione del settore - ha dichiarato Ralf Brandstaetter, Ceo della marca Volkswagen - Nel 2015, abbiamo dato il via alla più grande e completa strategia elettrica dell'automobile. Raggiungendo con ampio margine i nostri obiettivi di CO2, abbiamo dimostrato che siamo sulla strada giusta. Nel 2021, continueremo ad accelerare la trasformazione verso la mobilità elettrica con nuovi modelli".

Tra il 2020 e il 2024, Volkswagen investirà oltre 11 miliardi di euro nella mobilità elettrica, con la conversione di ulteriori stabilimenti produttivi tra cui Emden, in Germania, e Chattanooga, negli Stati Uniti d'America, a seguito di quelli tedeschi di Zwickau e Dresda. Entro il 2025, l'obiettivo è di immettere sul mercato 20 nuovi modelli 100% elettrici.

"Vogliamo rendere la Volkswagen il brand più attraente per la mobilità sostenibile. Attraverso la nostra strategia Way To Zero - ha aggiunto Brandstaetter. - perseguiamo questo obiettivo con continuità e puntiamo a dare un'ulteriore caratterizzazione elettrica alla marca in futuro". Nel corso di quest'anno, Volkswagen amplierà la sua offerta di modelli basati sulla piattaforma modulare elettrica MEB, con il lancio delle 100% elettriche ID.4, ID.4 GTX e ID.5.

L'anno scorso la Volkswagen, con l'avvio della strategia elettrica ha consegnato il numero più elevato di auto elettriche e ibride plug-in di sempre, cioè 212.000 unità. Con circa 134.000 vetture, di cui 56.500 del modello ID.3, la quota di 100% elettriche è triplicata rispetto al 2019. La Volkswagen ID.3 è stata l'auto a batteria più venduta in Finlandia, Slovenia e Norvegia a dicembre, mentre nei Paesi Bassi ciò è avvenuto per tre mesi consecutivi. In Svezia, a dicembre 2020 la ID.3 è stata addirittura l'auto più venduta in assoluto, a prescindere dall'alimentazione. La marca Volkswagen è anche riuscita a ottenere il primo posto nel mercato delle auto elettriche in Germania e Paesi Bassi per l'intero 2020, con una quota del 23,8% nel primo caso e del 23% nel secondo.

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Techstars rilancia smart mobility a Torino

Dodici startup parteciperanno al programma alle Ogr

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Dodici startup, selezionate tra centinaia provenienti da 4 continenti e 54 paesi nel mondo, entrano da oggi a far parte ufficialmente del Techstars Smart Mobility Accelerator 2021, il primo programma di accelerazione di startup in Europa dedicato alla smart mobility, con quartier generale alle Ogr Tech, l'hub internazionale dell'innovazione delle Officine Grandi Riparazioni di Torino riqualificate dalla Fondazione Crt. Lo rendono noto Techstars, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

La nuova edizione del programma triennale porterà a Torino l'eccellenza globale in ambito smart mobility e vedrà le startup coinvolte in un processo di sviluppo e crescita con più di 1.500 incontri, sessioni di training e attività di mentorship di 150 mentors internazionali. Il programma durerà 13 settimane e culminerà nel Demo Day del 22 aprile con la presentazione dei risultati a venture capitalist, business angel, investitori, imprenditori e istituzioni.

"Ci aspettiamo che le eccellenti realtà selezionate da tutto il mondo siano in grado di crescere e realizzare nuovi progetti nel nostro Paese, grazie anche alla partecipazione di grandi società che abbiamo coinvolto nel programma, come Fca, Iren e Cisco Italia. Se la pandemia continuerà a imporre la distanza fisica, abbiamo comunque la possibilità di mettere in contatto persone e idee innovative. Lavoreremo, come sempre, puntando sulle persone e sul talento dei giovani", commenta Maurizio Montagnese, presidente dell'Intesa Sanpaolo Innovation Center.

"Siamo molto orgogliosi della prima classe formata a Torino che già aveva definito uno standard elevatissimo - commenta Martin Olczyk, managing director del programma - nonostante la pandemia. La classe ha raggiunto livelli straordinari, grazie ai nostri mentors e partner, avvantaggiandosi di avere come sede del programma le Ogr, il più grande e innovativo hub tecnologico d'Italia. Stiamo mettendo insieme i migliori founders del mondo e, speriamo, di riunirli molto presto a Torino" "La prima edizione del Techstars Smart Mobility Accelerator nel 2020, sebbene funestata dall'erompere della pandemia, è stata portatrice di risultati molto significativi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo" commenta Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo. "Di particolare valore sono soprattutto i solidi legami nati tra le startup accelerate ed il tessuto industriale torinese, tra cui spicca la scelta di un'azienda statunitense di aprire una sede a Torino per far approdare il proprio business in Europa". "Green, sicura, su misura, interconnessa: cambiare il paradigma della mobilità di persone, merci, servizi, dati è la scommessa che rilanciamo con Techstars alle Ort Tech di Torino", spiega Massimo Lapucci, direttore generale delle Ogr e segretario generale della Fondazione Crt. "Investiamo in 12 startup tra le migliori al mondo nel settore strategico della smart mobility, per aprire ulteriori prospettive di innovazione per il Paese e migliorare la qualità della vita con progetti a impatto sociale e ambientale positivo, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite".

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Bugatti La Belle Époque, anticipazione di supercar del 2027

Designer Hojin Choi crea virtualmente erede della iconica Royale

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Come potrebbe essere, a 100 anni di distanza, una nuova Bugatti Royale, l'auto che nel 1927 era stata esempio assoluto di innovazione estetica, dinamicità ed eleganza? Il grafico designer Hojin Choi ha provato a dare una risposta a questa domanda ipotizzando con lo studio La Belle Époque quella che tra qualche tempo, su una non meglio identificata base meccanica, potrebbe riportare su strada la 'grandeur' di quella Bella Epoca.

La concept virtuale La Belle Époque evidenzia un design a goccia con ruote anteriori coperte con parafanghi aerodinamici separati dal corpo principale, proprio come negli Anni '20 e una linea complessiva che trasmette la stessa forza e la stessa esclusività delle Bugatti attuali, le supercar più veloci al mondo.

Nella proposta di Hojin Choi la mascherina a ferro di cavallo domina il forntale, ben raccordata ad un corpo vettura in cui una grande bolla di vetro ricopre interamente l'abitacolo e si estende verso la parte posteriore, aggiungendo originalità al look futuribile ma anche correttamente retro'. Come in tutte le Bugatti, anche ne La Belle Époque la linea a C si ritrova come stilema in molti elementi, comprese le enormi portiere a farfalla che scoprono completamente l'abitacolo.

Il richiamo al passato è evidente anche nelle ruote in lega, che riproducono la forma - per il tempo incredibilmente tecnologica - dei cerchi della Royale originale del 1927, mentre è fin troppo 'futuribile' il trattamento estetico della coda, coerente con la forma a goccia ma non del tutto equilibrata nelle proporzioni complessive della vettura.

L'iniziativa di Hojin Choi, del resto, va valutata come una 'provocazione' che prende vita nel mondo virtuale dei progetti in graphic design, oggi sempre più utilizzati anche dai grandi costruttori per evitare di dover realizzare modelli di stile in grandezza naturale.

Un modo, dunque, di dar forma a idee e fantasie, che può in parte sopperire alla carenza di concept fisici oggi penalizzati sia dall'assenza (per non dire scomparsa) dei grandi Auto Show fisici, sia dai tagli che tutti i costruttori hanno ormai operato nei budget nel design per la ricerca e le costruzioni dei prototipi.

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Il cervello 'ricicla' i neuroni per leggere

Scoperta utile per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Scoperto nel cervello il meccanismo che ci permette di leggere (fonte: Pixabay) (ANSA) Scoperto nel cervello il meccanismo che ci permette di leggere (fonte: Pixabay)

Il cervello umano non ha ancora avuto il tempo di sviluppare un'area specificamente dedicata alla lettura: per riconoscere lettere e parole riutilizza dei neuroni che si sono anticamente evoluti per rielaborare altri tipi di stimoli visivi. Lo hanno scoperto i ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, grazie a uno studio - pubblicato su Current Biology - che potrà avere risvolti importanti anche per l'intelligenza artificiale.

"Il linguaggio scritto è stato inventato circa 5.000 anni fa, non c'è stato abbastanza tempo in termini evolutivi per sviluppare un sistema ad hoc", spiegano i ricercatori Yamil Vidal e Davide Crepaldi. "Ciò nonostante, negli adulti una parte della corteccia sembrerebbe essere specializzata nella lettura: quando abbiamo un testo davanti agli occhi, una parte specifica del cervello, il giro fusiforme sinistro, si attiva per eseguire il compito. Questa stessa area è implicata nel riconoscimento visivo degli oggetti, e in particolare delle facce". D'altro canto, "ci sono animali come i babbuini che possono imparare a riconoscere visivamente le parole, e questo indica che dietro questo processo ci sia un sistema di rielaborazione che non è specifico per il linguaggio, ma che è stato riciclato per la lettura quando gli umani si sono alfabetizzati".

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno chiesto ad alcuni volontari di osservare diversi simboli e immagini: alcuni erano simili a brevi parole formate da triplette di lettere, mentre altri erano oggetti 3D e altri ancora erano immagini astratte. In tutti i casi, i partecipanti hanno imparato a riconoscere i nuovi stimoli visivi riconoscendone caratteristiche basilari (come forma, dimensione e struttura) e perfino alcuni dati statistici (come la frequenza con cui si presentavano e quante volte apparivano insieme). Sarebbe dunque questo sistema di riconoscimento a farci immergerci nella lettura: una scoperta importante non solo per la conoscenza del nostro cervello, ma anche per l'addestramento dell'intelligenza artificiale.

 

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Covid, ecco le doti del vaccino vincente

Svelati i meccanismi che deve attivare per una risposta protettiva

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Uno studio sui macachi svela le doti del vaccino vincente (fonte: Pixabay) (ANSA) Uno studio sui macachi svela le doti del vaccino vincente (fonte: Pixabay)

Individuati i componenti del sistema immunitario che un vaccino anti-Covid dovrebbe sollecitare per risultare vincente e indurre una protezione duratura. Il risultato è stato ottenuto grazie a uno studio sui macachi, pubblicato sulla rivista Nature Communications dal gruppo guidato dall'immunologa Smita Iyer all'Università della California a Davis.

I ricercatori hanno infettato otto macachi con il virus SarsCoV2 isolato da un paziente e ne hanno monitorato la risposta immunitaria nell'arco di due settimane. Gli animali, del tutto asintomatici o con lievi sintomi risolti rapidamente, hanno sviluppato una risposta immunitaria breve e temporanea.

Tutti gli esemplari hanno mostrato segni di un'efficace risposta immunitaria anti-virale. In particolare, hanno sviluppato specifiche cellule immunitarie (i linfociti Th1) nel sangue, nei polmoni e nei linfonodi; inoltre hanno prodotto sia anticorpi IgM che quelli IgG associati a una protezione più a lungo termine. Cosa altrettanto importante, i linfonodi vicini ai polmoni hanno sviluppato la loro porzione centrale (chiamata 'centro germinativo') contenente particolari cellule immunitarie note come linfociti T helper follicolari (Tfh). Centri germinativi e linfociti Thf sono legati alla produzione di plasmacellule, cioè cellule secernenti anticorpi che consentiranno al sistema immunitario di ricordare l'avvenuta infezione e di reagire nel caso si ripresentasse.

"Questi risultati - spiega Iyer - indicano che i vaccini capaci di indurre la risposta mediata da linfociti Th1 e Tfh sosterranno l'immunità".

 

 

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Stellantis: 8 marzo assemblea per azioni e cash Faurecia

Per il Covid si terrà in remoto

Motori Industria
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E' stata convocata per l'8 marzo alle 14, in remoto, l'assemblea straordinaria di Stellantis per approvare la distribuzione agli azionisti della società di un massimo di 54.297.006 azioni ordinarie di Faurecia e 308 milioni di euro che sono i proventi ricevuti da Peugeot per la vendita di azioni ordinarie di Faurecia nell'ottobre 2020. Per proteggere la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti in relazione all'epidemia di Covid-19, agli azionisti non sarà consentito partecipare di persona all'assemblea.

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Covid:Sebastiani(Cnr),compensato rialzo ma serve altro stop

Sebastiani,azione raffredamento come a Natale.Chiarezza dati sui positivi

Salute & Benessere Sanità
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(ANSA) - ROMA, 24 GEN - "Siamo riusciti a compensare un rialzo significativo" di contagi da Covid-19 in Italia, l'Rt è sotto 1, ma i dati di questi giorni mostrano "che siamo in frenata". Questa l'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) secondo il quale va fatta anche un'operazione "verità" sui calcoli dei positivi ai tamponi molecolari e rapidi antigenici. Sono solo 10, infatti, ad oggi, sottolinea Sebastiani, le Regioni e Province Autonome che di fatto riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test. "È auspicabile che tutte trasmettano i dati in questo modo. Questo rende impossibile al momento il confronto tra tutte le singole regioni-province autonome perchè hanno valori molto diversi della percentuale dei test molecolari da cui dipende il valore della percentuale cumulata fornita dai media".
    Guardando lo scenario attuale, secondo l'esperto, "sarebbe necessario a breve prevedere un altro periodo di 10-14 giorni di 'freddata rossa' per abbassare l'incidenza. Un'azione simile - spiega il matematico - a quella messa in campo per il periodo delle vacanze di Natale, questo almeno in alcune regioni".
    "Occorre ovviamente fare i conti con una serie di fattori che riguardano la società intera ma bisogna capire che lo 'stop and go' che di fatto siamo costretti a fare, come anche altri Stati, avviene in ritardo mentre farlo prima costa meno alla fine, anche in termini economici. Dobbiamo evitare di arrivare di nuovo a far riprendere la velocità di contagi considerando anche che con i ritardi della campagna vaccinale l'azione di protezione delle categorie più fragili è molto rallentatata".
    Non dimentichiamo che da trenta giorni l'incidenza dei decessi oscilla attorno a un valor medio di 475 decessi al giorno.
    Un'azione adesso "significa anche consentire di riavvicinarci al controllo con il tracciamento". In particolare, analizzando la curva media della percentuale dei positivi sui test molecolari per le dieci Regioni-Province autonome che riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test, Bolzano, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Trento, spiega Sebastiani "notiamo da tre-cinque giorni segni iniziali di frenata della discesa dal picco di dicembre-gennaio. Lo stesso succede per la maggiore parte delle loro curve analizzate separatamente, come ad esempio per la regione che ha un sesto circa della popolazione italiana, la Lombardia". "Ciò potrebbe essere dovuto ai primi effetti del rilascio delle misure di contenimento di Natale-Epifania avvenuto il 7 gennaio, attesi dopo 10-14 giorni. Per quasi tutte queste regioni non ci sono altre cause evidenti, come ad esempio la didattica in presenza per le scuole superiori, iniziata tra queste solo in Toscana e Trento", afferma ancora l'esperto del Cnr.
    Il valore medio dal 15 al 22 gennaio della percentuale dei positivi sui tamponi analizzati tramite test antigenici rapidi, relativo alle dieci regioni-province autonome che riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test, è uguale a circa 1.7%. Invece, quello per i molecolari è 7.7% e quello per entrambi i tipi assieme, diffuso dai media, è 5.5%.
    Quest'ultimo valore si può esprimere come media pesata dei primi due, con pesi pari alle percentuali di test rapidi e molecolari sul totale, rispettivamente pari a 37% e 63%. Se il valore della percentuale dei test molecolari fosse più alto o più basso di quello attuale, ci sposteremmo verso il valore di 7.7% o 1.7% rispettivamente. "È quindi opportuno - conclude Sebastiani - considerare la percentuale dei positivi sui solo test molecolari, che permette anche di proseguire, senza soluzione di continuità, il monitoraggio nel tempo della diffusione dell'epidemia".


  RT EFFICACE SE RECENTE E NON DA SOLO

L'indice di contagio Rt "è un parametro rilevante per monitorare la diffusione dell'epidemia". "Ci sono diversi metodi per stimarlo che differiscono per semplicità e accuratezza e quello utilizzato dall'Istituto superiore di sanità è tra i più accreditati e non è al momento influenzato da altro se non dai dati". Va compreso però se ha un ruolo preponderante "rispetto all'assegnazione dei colori alle Regioni". Così Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) facendo il punto su questo indice di trasmissione anche dopo la vicenda della Lombardia. Sebastiani ritiene però che "alcuni dati debbano essere resi pubblici". "Ho implementato il metodo utilizzato dall'Iss - spiega Sebastiani - ottenendo stime molto accurate su dati simulati, ma non posso applicarlo per la stima dell'Rt delle diverse regioni-province autonome perchè i dati sperimentali non sono pubblici, come sarebbe invece auspicabile. Viene infatti usato il numero di pazienti COVID-19 che sviluppano i primi sintomi in ciascun giorno del periodo considerato, sequenza che viene trasmessa da ciascuna regione-provincia autonoma all'Istituto Superiore di Sanità, che non la rende pubblica". Inoltre, aggiunge Sebastiani "penso che il monitoraggio dovrebbe descrivere una situazione più recente, mentre ad esempio il monitoraggio del 22 gennaio per il periodo 11-17 gennaio, contiene i valori dell'Rt relativi al 6 gennaio. In relazione a questo, un metodo da me sviluppato molto facile da implementare e di semplice interpretazione, considera le differenze percentuali settimanali della percentuale dei positivi sui casi testati. Il metodo è comunque generale e l'ho applicato con successo anche per determinare il trend recente delle curve dell'incidenza dei decessi e del numero giornaliero di ricoverati in terapia intensiva, nei reparti ordinari". Una delle motivazioni principali per utilizzare numerosi indicatori è proprio quella di minimizzare l'influenza dell'imprecisione o degli errori di ciascuno di essi. "Rimango dunque sorpreso del fatto che sembrerebbe che il cambiamento del solo valore di Rt per la regione Lombardia, immagino per un cambiamento dei dati di incidenza dei sintomi, abbia fatto diventare la regione da rossa ad arancione. Sarebbe quindi auspicabile che l'Istituto Superiore di Sanità rendesse pubblici tutti i dettagli dell'algoritmo, come ad esempio le soglie o i livelli di significatività per i trend di aumento degli indicatori, la combinazione del superamento delle soglie dei parametri di criticità ospedaliera, il superamento del valore 1 per l'intero intervallo di confidenza dell'Rt, etc. In questo modo le regioni-province autonome potrebbero effettuare opportune analisi e determinare gli indicatori che più hanno influito sull'assegnazione del proprio colore ed attuare misure mirate".  

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Bruciata l'auto della showgirl Serena Enardu

Nei pressi di Cagliari, in fiamme la sua Land Rover

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 Attentato incendiario nella notte ai danni della showgirl e imprenditrice, nota per aver partecipato alle trasmissioni televisive "Temptation Island" e "Uomini e donne", Serena Enardu. Incendiata la sua auto, una Land Rover, che era parcheggiata vicino all'abitazione a Quartu Sant'Elena, Comune nella città metropolitana di Cagliari.

L'episodio è avvenuto intorno alle 22:30. Qualcuno ha versato del liquido infiammabile sull'auto e una volta appiccato il rogo è fuggito. Alcuni residenti hanno visto l'incendio e hanno chiamato il 115. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Quartu. Nel giro di poco tempo le fiamme sono state domate. Vicino all'auto sono state trovate tracce di liquido infiammabile.

La polizia ha avviato le indagini per risalire agli autori del gesto. La scorsa estate l'auto della showgirl era stata già incendiata. 

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Smog: revocate misure in tutta Lombardia, anche Mantova

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Erano già state revocate in tutto il resto della Regione, da domani anche a Mantova non saranno più in vigore le misure antismog, fra cui il divieto di circolazione per i diesel fino a euro4.

"I valori medi delle concentrazioni di Pm10 registrati ieri infatti - sottolinea la Regione Lombardia in un comunicato - sono risultati di molto inferiori al limite di 50 µg/mü in tutte le province lombarde, compresa Mantova, e si attestano tra 8 e 14 µg/mü". 

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La base no-Covid dei ricercatori italiani in Antartide

Tecnico Cnr: 'Senza mascherina ma più isolati che nello spazio'

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Chiudi La base no-Covid degli italiani in Antartide (ANSA) La base no-Covid degli italiani in Antartide

Nella base italo-francese Concordia, in Antartide, il Covid non esiste. Le 15 persone, tra tecnici e ricercatori, che si trovano da mesi nella terra del sole di mezzanotte si abbracciano, non indossano la mascherina e la sera giocano tutti insieme a biliardino. Lontano dalla pandemia ma in quarantena di fatto. "Siamo più isolati qui che nello spazio", racconta all'ANSA Angelo Domesi, tecnico del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr, che da 17 anni trascorre nella base i tre mesi dell'estate antartica.

A causa del Covid quest'anno l'isolamento è iniziato prima di mettere piede sulla terra dei ghiacci. Partito a metà ottobre, il 54enne romano ha dovuto trascorrere un periodo in quarantena a Hobart, in Tasmania. "Restavamo chiusi nella nostra camera d'albergo tutto il giorno, tranne un'uscita di 15 minuti sorvegliati da un vigilante in quello che noi chiamavamo il 'recinto delle pecore'". A novembre l'arrivo al sito Dome C, dove si trova Concordia, a bordo di un aereo militare.

"Qui di solito ci sono circa 80 persone, quest'anno a causa della pandemia ce ne sono state in media una trentina". La giornata di lavoro comincia alle 8, con il primo meeting tecnico, e finisce attorno alle 18. Ogni ricercatore può avere in carico fino a 5 progetti, tutti dedicati al cambiamento climatico. Nel periodo estivo, dove le temperature si aggirano attorno ai -30 gradi, c'è il sole per 24 ore al giorno, il che rende difficile dormire. "Noi lo chiamiamo il sonno non riposato", racconta Domesi che in questi giorni condivide il suo spazio alle base con altre 14 persone, metà francesi e metà italiane.

A fine gennaio se ne andrà e a Concordia resteranno solo i 12 che trascorreranno lì i nove mesi invernali, in completo isolamento. Fino al prossimo novembre, la "notte polare" lì separerà dal resto del mondo. Angelo, e gli altri tecnici che si sono occupati di formare i ricercatori per renderli indipendenti in questi lunghi mesi di solitudine, il 31 gennaio intraprenderanno il viaggio di ritorno a casa. Quest'anno reso ancor più complicato dal Covid. Prima si imbarcheranno su una nave italiana che dopo una traversata di 8-10 giorni li porterà in Nuova Zelanda. Lì dovranno restare a bordo fino a quando non avranno fatto un tampone. Se negativo potranno salire su un aereo per l'Europa. "Se tutto andrà bene arriverò in Italia a metà febbraio", spiega il tecnico del Cnr per il quale il ritorno a casa potrebbe essere "paradossalmente un trauma" per via delle restrizioni anti-coronavirus. "Quando sono partito a novembre speravo che le cose sarebbero migliorate e invece sono peggio di prima...".

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Micro giardinaggio, la nuova passione dei giovani per riconnettersi alla natura

Orto e piante in casa e sul terrazzo, boom di app e nuovi brand

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi The Modgarden tinyFarm (ANSA) The Modgarden tinyFarm

Sarà per il più tempo a casa, sarà per gli orizzonti verdi che ci mancano non potendo viaggiare, sarà che abbiamo capito che la connessione con la natura ci fa bene o sarà magari solo una moda. Resta il fatto che in un momento in cui le persone devono trascorrere più tempo a casa e cercano un livello più alto di autosufficienza in tutto, c'è una nuova tendenza da tenere d'occhio in ambito lifestyle: il micro giardinaggio, che in particolare piace ai Millennial. Non a caso in un recente sondaggio, il 62% degli intervistati ha ammesso che la vegetazione era vitale per il loro benessere in condizioni di isolamento. Ma già prima dell'emergenza sanitaria si era registrata una grande rinascita per il giardinaggio. Ne sono esempi programmi tv a tema verde, come lo show inglese The Big Flower Fight, una sorta di masterchef per fioristi (si può vedere su Netflix) e la tematica è in aumento, soprattutto in Scandinavia e negli Stati Uniti. In Francia, le piante d'appartamento stanno avendo un boom e questo specie nelle grandi metropoli, come riflesso di una più generale macro tendenza a favore della biofilia, un vero e proprio movimento che punta a riconnettendosi con la natura, come testimonia il report di Nelly Rody dedicato al fenomeno del micro-gardening.
Il giardino interno, che può avere anche dimensioni piccole da serra o comunque da angolo verde o microscopiche non importa, in ogni caso sarà un calmante antistress, può essere abbellito con piante d'appartamento che ora si ordinano online da DNVB - questa come altre tendenze vede protagoniste le DNVB ossia Digitally Native Vertical Brands, conosciuti anche come “D2C" (Direct to Consumer) o “V-commerce”: una nuova generazione di start-up che ha avuto il coraggio di sfidare i segmenti di mercato consolidati relativamente al commercio on-line, creando nuovi trend e - di fatto - nuove opportunità per i consumatori, rispetto a ciò che propongono i colossi del mercato. In Italia nel settore verde ci sono Lezio, Bakker, Flobflower per citarne alcuni.  Altri nomi europei sono The Sill, Bloomscape o Bergamotte, alcune delle quali offrono abbonamenti.

Genitorialità vegetale - Plant parenthood
Poiché le piante d'appartamento sono molto più facili da curare rispetto a un bambino o un animale domestico, i Millennial e la Gen Z le acquistano da matti. Sono le prime generazioni a posticipare la genitorialità per restare libere e flessibili più a lungo. Negli Stati Uniti, un'indagine nazionale sul giardinaggio ha mostrato che l'80% dei sei milioni di giardinieri per la prima volta erano di età compresa tra i 18 ei 34 anni. La pandemia di Covid-19 ha semplicemente intensificato questo movimento. In un sondaggio di uno dei più grandi retail europei di tecnologia, AO.com, il 62% dei Millennial ha ammesso che il proprio spazio verde era vitale per il proprio benessere durante il lockdown e il 48% pensava che fosse la parte migliore della propria casa.
Alcuni di questi giovani dal pollice verde sono anche adepti dell'estetica Cottagecore (Farmcore o Countrycore) che romanticizza la vita rurale, percependola come una nuova forma di cura di sé e di vita lenta (si va dalla moda alla cucina). Ma ci sono anche reali vantaggi: studi hanno dimostrato che le piante possono migliorare la qualità dell'aria interna, aumentare la produttività, ridurre lo stress e persino aumentare l'immunità mentre, d'altro canto, l'onnipresenza degli schermi tende a dare origine a sensazioni di ansia . 
Una varietà di soluzioni digitali, app come Planta, Florish, Gardenia e Vera stanno emergendo per aiutare questi "genitori di piante" a prendersi cura dei loro giovani germogli. Spuntando come funghi, le app per smartphone ora offrono funzionalità di diagnosi intelligenti, promemoria per l'irrigazione e accesso immediato alla consulenza di esperti. E per cominciare si può partire da un bel vaso idroponico.

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Un passo verso l'autosufficienza
Le generazioni Y e Z non amano solo le piante d'appartamento, ma anche le verdure commestibili. Su Pinterest, le ricerche sul tema della coltivazione di micro-ortaggi indoor hanno registrato un aumento del 223% nel 2020 rispetto all'anno precedente. Sono emerse nuove categorie di alimenti, come "vegetali" o "ornamentali", cioè fiori ornamentali che sembrano (e sono) abbastanza buoni da mangiare! Questa generazione di vegetariani e vegani si diletta anche di erbe aromatiche e verdure fresche. Per soddisfare i loro gusti, Bloomscape ha recentemente lanciato la sua sezione "Edible Garden" che consente loro di acquistare piante di menta in vaso, micro pomodori, camomilla e peperoncino o verdure per insalata facili da coltivare. Sempre più abitanti delle città cercano l'autosufficienza e questo fenomeno ha avuto un impulso un anno fa durante il primo lockdown. I consumatori sono alla ricerca di mezzi alternativi per ottenere una maggiore autonomia alimentare e desiderano avere i propri prodotti freschi a portata di mano. Un tempo prerogativa della vita di campagna, le piante verdi stanno ora ravvivando gli spazi interni degli appartamenti di città.
L'idea di creare micro-fattorie urbane stava già germogliando all'Ikea in risposta alla domanda dei consumatori di stili di vita più sani e sostenibili. Il designer e produttore di mobili ha lanciato kit per il giardinaggio indoor, come le serre in miniatura, "per aiutarti a propagare le piante in qualsiasi spazio e mantenere il tuo giardino in crescita in tutte le stagioni". Incoraggiando le pratiche idroponiche domestiche, il marchio ha compiuto un passo verso una visione più sostenibile degli articoli per la casa già nel 2016. Da allora, il mercato ha visto una proliferazione di soluzioni di giardini idroponiche intelligenti e autonome dal design bellissimo (ad esempio Plantario, PICO, Greenox e Miracle-Gro). Adatti ai principianti, questi sistemi di giardinaggio domestico consentono agli abitanti delle città di coltivare piante senza doversi preoccupare dell'illuminazione o dell'irrigazione. Il sistema AeroGarden Bounty può anche essere controllato vocalmente dall'assistente virtuale di Amazon Alexa, il che rende l'esperienza della biofilia più divertente e desiderabile. Adottando un approccio più sperimentale, la società di architettura, design e ricerca ecoLogicStudio con base a Londra ha sviluppato un kit da giardino di alghe chiamato BioBombola, sviluppato durante il lockdown per fornire una fonte sostenibile di proteine ​​vegetali commestibili (Spirulina). Il fotobioreattore "assorbe in CO2 l'equivalente di due giovani alberi producendo la stessa quantità di ossigeno di sette piante da interno", favorendo al contempo una appagante interazione quotidiana con la natura ”. Questa iniziativa avveniristica per portare la coltivazione hi-tech dei micro-verdi nelle città ha anche altri benefici per la salute, secondo i fondatori di ecoLogicStudio, Claudia Pasquero e Marco Poletto: “Se, collettivamente, trasformiamo gli inquinanti atmosferici in alimenti altamente nutrienti, ci saranno minori opportunità per i virus di sfruttare le catene di approvvigionamento alimentare non sostenibili e per le atmosfere inquinate di raggiungerci e attaccarci ".
Il micro giardinaggio ha scatenato i designer, Trend Hunter parla di un 2021 di grande lancio del settore.

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Si va dalla geniale Terraplanter, una "fioriera completamente naturale con un esterno poroso che si basa su un sistema idroponico che non richiede terreno per far crescere i semi",  al tavolo "Green Glass" di Palm Urban - un mobile funzionale progettato per raddoppiare come una fioriera elegante e spaziosa.

Altre fioriere per interni degni di nota includono la fioriera Air Jordan di Bodega Rose progettata come tributo all'iconica sneaker. Un successo su Instagram. Plantone è un mini giardino interno che allevia la maggior parte dello stress di mantenere la vegetazione sana in casa. Il sistema all-in-one include irrigazione automatica e illuminazione regolabile, funzioni controllate da un'app per smartphone. Il prodotto può ospitare fino a cinque diverse specie di piante contemporaneamente. Il mini sistema da giardino interno vanta un serbatoio d'acqua per garantire un massimo di 60 giorni Inoltre, il sistema di illuminazione a Led garantisce un'esposizione costante e si accende automaticamente quando non c'è luce naturale. Hexagro, con base a Milano propone per sale ben illuminate o balconi, Poty un vero e proprio orto verticale da 20 o 40 piante, compatto, per verdure ed erbe fresche perfetto anche per chi teme di non avere il pollice verde perchè dotato di assistente digitale. "Con Poty vogliamo far conoscere l’urban farming e riportare l'agricoltura nei luoghi dove vivono quotidianamente le persone, i centri urbani, permettendo loro di poter coltivare quanto necessario senza utilizzare pesticidi chimici e soprattutto contenendo lo spreco alimentare” - dichiara Alessandro Grampa co-Founder di Hexagro - “Ma soprattutto far riscoprire il benessere che il giardinaggio e più in generale il prendersi cura delle piante apporta alle persone che non hanno modo di vivere a stretto contatto con la natura.”. Lo stesso marchio ha da interni Living Farming Tree, una bellissima struttura illuminata per ospitare da 24 a 78 piante di piccoli frutti, fiori edibili, aromatiche, erbe medicinali, spezie, verdure a foglia con una tecnologia aeroponica e luci Led per orticoltura e un software Hexsoft per l'automazione. Se poi il pollice è proprio nero la novità sono i fiori veri stabilizzati e preservati. Mirai Flowers, nuovo brand italiano di home decor, ne propone di ogni tipo, non solo rose. 

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Leader globali e star a Biden, 'sii presidente del clima'

Lettera aperta sul Nyt, tra firmatari DiCaprio e Jane Fonda

Ambiente & Energia Clima
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Star di Hollywood, alti funzionari Onu, Ceo e altri leader globali hanno scritto una lettera aperta a Joe Biden per incoraggiarlo a passare alla storia come il "presidente del clima".
    "Potra' essere ricordato come il 'presidente del clima' che ha salvato l'umanità dal precipizio. Lei può trasformare i sistemi energetici del mondo, dai combustibili fossili all'energia pulita, creando posti di lavoro, riducendo l'inquinamento e affrontando la disuguaglianza economica, razziale e sanitaria nel processo", si legge nel messaggio al nuovo capo della Casa Bianca.
    La lettera è apparsa come annuncio a tutta pagina sul New York Times di oggi. I firmatari includono l'attore Leonardo DiCaprio, ambasciatore Onu contro il cambiamento del clima, Jane Fonda, che si e' fatta arrestare piu' volte sui gradini del Capitol durante proteste contro l'emergenza climatica, Mark Ruffalo e Natalie Portman. Hanno sottoscritto il messaggio, tra gli altri, l'ex segretario esecutivo dell'UNFCCC Christiana Figueres, il presidente esecutivo della Ford, Bill Ford, l'inviato speciale delle Nazioni Unite per la finanza innovativa e gli investimenti sostenibili, Hiromichi Mizuno e, per l'Italia l'europarlamentare Sandro Gozi.
    Il messaggio arriva sulla scia di una serie di azioni della nuova Casa Bianca tra cui il piu' significativo e' stato il rientro nell'accordo di Parigi nel giorno dell'insediamento.
    "Avete mosso gli Stati Uniti nella giusta direzione. Ma, come avete dichiarato, semplicemente non è abbastanza e dobbiamo fare tutto quello che possiamo", scrivono i firmatari. (ANSA).
   

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Larissa Iapichino, promessa di atletica e figlia di Fiona May rivela, amo la moda

18 anni è la nuova testimonial di Red Valentino

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 "Non posso negarlo, la moda è una mia passione e chissà, spero proprio che esperienze del genere possano esserci sempre di più nel mio futuro". A rivelare il suo sogno segreto è il nuovo volto del marchio Red Valentino, Larissa Iapichino, 18 anni, promessa dell'atletica leggera mondiale. I suoi genitori infatti sono Fiona May, due volte campionessa mondiale e due volte medaglia d'argento ai Giochi Olimpici nel salto in lungo, e Gianni Iapichino, ex primatista e pluricampione italiano di salto con l'asta e decathlon. Nata nel luglio del 2002, fin da piccola Larissa è stata sotto i riflettori grazie anche ad un noto spot televisivo che girò con sua madre. "Ho da sempre avuto un rapporto stretto con la moda - ammette lei -. Tutto è iniziato quando da piccola seguivo mia madre alle sfilate dove era ospite. Fu lei a trasmettermi questa passione. Anche se devo ammettere, entrambi i miei genitori hanno un grande senso estetico".
La moda preferita da Larissa è quella che lei stessa crea mischiando i generi. "Amo il contrasto - precisa - lo stile romantico con dettagli rock ed originali. Mi piace tutto quello che si può definire non convenzionale, sono sempre attenta agli accessori, borse, cinture o calzature. Le borse sono la mia passione!". Ma come fa a coltivare la passione per la moda un'atleta come Larissa Iapichino, campionessa di salto in lungo rivelatasi da poco? Larissa infatti non voleva praticare l'atletica: per 8 anni si è dedicata alla ginnastica artistica.
Poi il colpo di fulmine al meeting di Montecarlo del 2015.
Subito dopo a soli 17 anni, ai campionati italiani allievi di Agropoli del 2019, ha fatto registrare nel salto in lungo la misura di 6,64 m, nuova miglior prestazione italiana under 18.
Le conferme del suo talento sono venute poi dai Campionati Europei Under 20 di Boras (Svezia), dove ha conquistato l'oro nel salto in lungo e ancora con il nuovo record U20 di 6,80, world lead di categoria, quarta juniores di sempre al mondo al primo anno della categoria, seconda prestazione assoluta italiana di sempre, quinta assoluta al mondo nel 2020 e la vittoria del campionato italiano a livello assoluto. Oggi Larissa vive a Firenze, è appassionata di moda, arte e fotografia, frequenta l'ultimo anno del liceo scientifico Leonardo da Vinci ed è una tifosa della Fiorentina. Con tutti questi impegni sarebbe difficile per chiunque conciliare la moda e la cura di se con gli allenamenti. Ma non per Larissa. "Curo la mia immagine anche quando gareggio - rivela - stando attenda ad acconciature e manicure, magari in tinta con qualche accessorio nei capelli, oppure in allenamento abbinando top e calzamaglie con scarpe da riposo o running. Per me i dettagli fanno la differenza e sono sinonimo di ricercatezza e stile personale, di cui non posso fare a meno".
Red Valentino presenta un nuovo capitolo di Inspired by, progetto dedicato a protagoniste che incarnano i valori del brand e che raccontano le loro passioni e ispirazioni. È il momento di sprigionare energia, forza, agilità e saltare il più lontano possibile e lo fa scegliendo come testimonial Larissa Iapichino. Per Red Valentino Larissa rappresenta "la protagonista fuori dagli schemi che unisce lo sport alla determinazione per costruire una carriera di successo. Si mostra allo spettatore con naturalezza, indirizzando l'attenzione sia sulla vita mondana che sulla sfera più intima. La sua presenza energica e romantica si fonde con la realtà circostante: la sua casa a Firenze, la pista dove si allena e gareggia - le sue emozioni mentre sfida la gravità spiccando il volo con un salto".
"Sono davvero felice di collaborare con Red Valentino. Credo che il mio modo di essere una ragazza romantica e allo stesso tempo un pò fuori dai canoni, sia nello sport che nella vita quotidiana, rispecchi i valori del brand. Sono ancora una teenager sognatrice con due anime: da una parte l'atleta professionista, dall'altra una futura dottoressa in legge che vuole mettere le cose a posto e che crede nella giustizia. Ma con Red Valentino voglio trasmettere il messaggio che i sogni possono avverarsi senza perdere la propria femminilità".

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Covid: Germania userà trattamento sperimentale Trump

Sarà il primo paese europeo. 'Acquistate 200.000 dosi'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Provette e studi in laboratorio (ANSA) Provette e studi in laboratorio

 La Germania diventerà il primo paese dell'Unione europea a utilizzare il trattamento sperimentale a base di anticorpi somministrato a Donald Trump contro il Covid-19. Lo ha annunciato domenica il ministro della Salute Jens Spahn.
    "Il governo ha acquistato 200.000 dosi per 400 milioni di euro", ha detto al quotidiano Bild am Sonntag. Questo cocktail di anticorpi "monoclonali" sarà utilizzato negli ospedali universitari la prossima settimana, ha detto il ministro.

   

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Psicologa Cialdella dopo caso TikTok, più attenzione a potere social

''Rilanciare relazioni e spazio umano''

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"La storia di Antonella - commenta Maddalena Cialdella, psicologa e psicoterapeuta - induce a molteplici riflessioni: ad un primo livello essa rimanda a quella fase del ciclo di vita dei preadolescenti e adolescenti contraddistinta dalla voglia di misurarsi con le sfide, e la challenge di TikTok è soltanto una delle tante presenti in rete e sui social network, un modo di iniziare a sentirsi più grandi, autonomi e accettati dai coetanei. A quella età però non si ha cognizione e percezione dei rischi che si corrono. Questa tragica vicenda - continua l'esperta - parla anche della funzione regolatrice da parte degli adulti, la loro funzione normativa. Il punto cruciale è proprio qui, a mio giudizio. La capacità educativa, il saper fornire regole e limiti, adeguati all'età e ai bisogni evolutivi dei propri figli. Nessuna demonizzazione degli strumenti o dei social in assoluto ma il loro utilizzo va assolutamente regolato a seconda dell'età e comunque sempre sotto il controllo degli adulti che ne devono scandire tempi e orari della fruizione che in questi lunghi mesi di lockdown è cresciuta con percentuali importanti soprattutto tra i minori.
    Colpisce moltissimo - prosegue la Cialdella - il fatto che già a 10 anni un bambino possegga uno smartphone, avere accesso alle applicazioni, utilizzarle o abilmente aggirarle.
    Allora - commenta in conclusione - ecco che diventano necessarie alcune azioni come quella di un sistema di parental control meno evanescente su pc e cellulari, una maggiore consapevolezza da parte degli adulti che i social sono più e oltre di uno "strumento" ma uno spazio di interazione, un rilancio della relazione umana, un nuovo patto di ascolto tra genitori e figli e un impegno coordinato con la scuola e tutte le istituzioni educative impegnate nella stessa direzione". (ANSA).
   

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Tutto su Matilda De Angelis, da The Undoing a Sanremo il passo è breve

Momento d'oro per la giovane attrice, ora sul set internazionale di Di là dal fiume e tra gli alberi

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Chiudi Matilda De Angelis alla premiere The Young Pope (ANSA) Matilda De Angelis alla premiere The Young Pope

Emergere tra due che si chiamano Nicole Kidman e Hugh Grant non è male per cominciare una carriera internazionale, il Sunday Times le ha dedicato un ritratto come 'intensa rivelazione' di The Undoing, la serie Hbo su Sky Atlantic, come anche molte testate internazionali (da Harpers Bazaar alla bussola dei casting mondiali, Backstage che l'ha inserita tra i 20 talenti 2021)  e ora Matilda De Angelis, dopo un esordio così, è in rampa di lancio. Non che in Italia non si fosse già fatta notare nel giro di pochi anni come una giovane promessa ma il momento d'oro dell'attrice bolognese è dimostrato dalla chiamata al festival di Sanremo: una serata da co-conduttrice con Amadeus. "Mai chiamarmi su un palco. Non sapete cosa vi aspetta. Grazie Sanremo e Amadeus sono felice ed emozionata" ha scritto su Instagram postando un video girato nel 2019 in una piazza in cui lei improvvisa in uno spettacolo in strada una spaccata strappapplausi come quelli che subito dopo Andrea Delogu, Valeria Solarino, Giusy Buscemi, Francesca Michielin hanno scritto tra i tanti commenti entusiastici.


Dopo The Undoing - "non posso descrivere la gioria e l'onore per aver recitato con Nicole Kidman,icona e musa" ha scritto con gratitudine - è di nuovo su un set internazionale le cui riprese si stanno svolgendo a Venezia: Across the River an into the trees, ossia Di là dal fiume e tra gli alberi, basato sul romanzo di Hemingway che racconta luoghi a lui ben noti. Con la regia di Paula Ortiz il film (come il libro del 1950) mette al centro l'eroico colonnello americano Richard Cantwell - Liev Schreiber - che nell'immediato dopo guerra, annoiato, decide di trascorrere in solitudine un weekend a Venezia facendosi portare dall'autista nei vecchi luoghi conosciuti, ma un incontro casuale con una giovane nobildonna straordinaria - la De Angelis appunto - inizia a riaccendere in lui la speranza di una nuova vita. Nel cast c'è anche Laura Morante e Josh Hutcherson.

 Nata a Bologna l'11 settembre 1995, cantante e musicista, è grazie a Matteo Rovere e a Veloce come il vento, 2016, che si è fatta notare al cinema, grintosa e determinata come il ruolo della pilota Gt accanto al fratello Stefano Accorsi che le è valso la candidatura ai David di Donatello, mentre in tv è Tutto può succedere il suo iniziale biglietto da visita. In quattro cinque anni passa da un set all'altro: Una famiglia di Sebastiano Riso (2017) accanto a Michaela Ramazzotti, Il premio di Alessandro Gassmann (2017), Youtopia di Berardo Carboni (2018), Una vita spericolata di Marco Ponti (2018) fino al recentissimo L'incredibile storia dell'Isola delle Rose diretto da Sydney Sibilia, bravissima accanto al protagonista Elio Germano. In tv, dopo essere stata anche Mariele Ventre nella miniserie Rai1 sullo Zecchino d'oro, è attesa su Rai1 nel kolossal internazionale in otto puntate su Leonardo, in onda nei prossimi mesi nel ruolo della sua musa, Caterina Da Cremona. E nel nuovo flim di e con Sergio Castellitto Un drago a forma di nuvola (ex Il materiale emotivo) in un cast che comprende Bérénice Bejo e Nassim Lyes.

Magnetica, intensa, camaleontica Matilda De Angelis, shooting star Efa 2018, si propone anche come autentica. Il 15 dicembre un suo post su Instagram l'ha ulteriormente avvicinata al pubblico

"Accadono cose paradossali nella vita no? Bene per me essere un'attrice e lavorare con il volto mangiato dall'acne è una di queste - ha scritto sotto ad un primo piano inequivocabile - Ogni giorno devo svegliarmi e presentarmi prima davanti allo specchio e poi davanti alla macchina da presa con il carico emotivo che già comporta essere 'splendida', in parte e concentrata insieme a tutte le mie paure e insicurezze letteralmente a fior di pelle. Ci sono problemi più importanti ma volevo condividere questa piccola verità per sentirmi più forte. Le nostre paure ci possono paralizzare o possono diventare una grande forza". E le sue foto con la maschera sui punti neri sono tra le più divertenti accanto ai ritratti posati per le tante copertine di questi mesi.

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Dopo il caso di Palermo come tutelare i minori sui social network?

Polemiche su Tiktok. Regole già esistono e ci sono responsabilità genitoriali. Intanto nuovi casi già si verificano

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Chiudi TikTok,privacy � priorit�,al lavoro per tutelare gli utenti (ANSA) TikTok,privacy � priorit�,al lavoro per tutelare gli utenti

La morte della bimba di 10 anni di Palermo, vittima probabilmente di una sfida su Tiktok, lascia tutti sgomenti e crescono gli interrogativi su come intervenire concretamente a tutela dei minori sui social network, anche attraverso norme di legge come ipotizzato da parlamentari e associazioni dei consumatori. L'autopsia ha confermato che la piccola è morta per asfissia, proprio a causa di quella cintura stretta al collo, seguendo - come ipotizzano gli inquirenti - le regole di una challenge che sul social network assegna la vittoria a chi resiste di più senza respirare. Gli inquirenti stanno cercando di sbloccare il cellulare della bimba per capire se qualcuno la abbia spinta a partecipare al gioco.
    E' un'emergenza ormai globale quella delle sfide estreme sui social network, che spesso spezzano giovani vite, come, in queste ore, quella di un ragazzo di 17 anni morto in Pakistan travolto da un treno mentre stava realizzando un video da postare su TitTok. E sembra legata all'utilizzo della piattaforma cinese anche la sparizione di una 16enne di Regello (Firenze), che i genitori cercano dal 14 gennaio e ora sostengono essere scappata con una coetanea conosciuta proprio sul social network, a sua volta scomparsa dalla provincia di Pisa. Quest'ultima su TikTok avrebbe tantissimi follower e in passato sarebbe stata accusata di aver bullizzato un giovane disabile, costringendolo a spogliarsi su Instagram.
    Ora il mondo politico e diverse associazioni si interrogano su possibili interventi per tutelare i più piccoli anche se la tematica non è da circoscrivere solo a loro. Il Garante ha bloccato il trattamento dei dati dei profili incriminati su Tiktok, che ora promette di essere al lavoro per tutelare la privacy e la sicurezza. Sono molti, però, a chiedere misure più stringenti per la verifica dell'età degli iscritti al social, come ad esempio l'utilizzo dello Spid. Una normativa nazionale che regoli l'accesso ai social network è, però, ritenuto difficilmente realizzabile dall'avvocato Alessandro Del Ninno, esperto di Information & Communication Technology.    "Il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali prevede ampi poteri per le autorità nazionali - dice Del Ninno in un'intervista all'ANSA -, come il blocco del trattamento dei dati acquisiti in modo non conforme ai principi previsti nel regolamento stesso. La normativa italiana ha stabilito che dai 14 anni in su si è abilitati a fornire in proprio tale consenso.    Per gli under 14 devono essere i titolari della responsabilità genitoriale a farlo. Da qui è nato il blocco degli account per quali TikTok non ha potuto documentare la verifica dei limiti di età e l'acquisizione di un consenso valido".
    "E' molto difficile - aggiunge - implementare misure che subordinino ad esempio l'iscrizione all'invio della scansione di un documento o all'uso dello Spid o di una Pec. Quando parliamo di tecnologie a livello mondiale è molto complicato irrigidire servizi che basano il proprio successo sulla facilità di utilizzo. Da qui a dire che non esistono regole ne passa: con il regolamento citato è più difficile il far west dei social media che qualcuno paventa, come dimostra l'intervento del Garante su un fornitore, come Tiktok, che ha sede in Cina ma viene perseguito per violazione del regolamento Ue".    Secondo Del Ninno, "il cellulare non va dato ai minori di 12 anni. Il genitore che lascia campo libero ai figli piccoli rischia di essere quantomeno disattento. Al di là delle norme, che ribadisco ci sono, i genitori dovrebbero esercitare sempre un controllo attento. Inoltre lo stato dovrebbe avviare campagne di sensibilizzazione che non ci sono state in questi anni di grande crescita dei social network". 
   

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Regione Liguria abroga imposta sulla benzina

Risparmio alla pompa di 2 centesimi al litro

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Regione Liguria ha abrogato l'imposta regionale sulla benzina per i mezzi di trasporto. Il provvedimento decorre a partire 1° gennaio di quest'anno.

"Con questa misura - spiega il presidente Giovanni Toti - contribuiamo a diminuire la pressione fiscale e consentiamo ai distributori di abbassare il costo della benzina di 2 centesimi al litro. Si tratta, ne siamo consapevoli, di una quota sicuramente contenuta rispetto all'ammontare complessivo delle tasse sul carburante, ma che va comunque a sgravare il costo della benzina, su cui pesano accise decennali. Da questo punto di vista Regione Liguria si è impegnata a fare la sua parte, portando il più rapidamente possibile il provvedimento in Giunta". 

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Corriere ubriaco cerca di imboccare autostrada contromano

Al casello di Chiavari, per scappare dopo incidente a Carasco

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 Ubriaco al volante del furgone della Sda/Poste italiane ha cercato di imboccare l'autostrada contromano per scappare dopo un incidente. L'uomo, 30 anni, è stato denunciato dalla polizia. Il dipendente, che aveva un tasso alcolico di 2,37, ieri sera ha provocato un incidente a Carasco e ha provato a imboccare il casello di Chiavari contromano. Il dipendente di Autostrade ha notato la manovra e ha abbassato la sbarra bloccando l'uomo. Nel frattempo è arrivata una pattuglia della polizia che ha sequestrato il mezzo e ritirato la patente al corriere.

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Arriva "DietaDoc" con i piatti tipici della dieta mediterranea

Obiettivo del progetto è dare accesso ad alimentazione corretta

Terra & Gusto Cibo & Salute
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ROMA - Nasce "DietaDoc", piano alimentare costruito per un'intera settimana da medici nutrizionisti, cucinato da chef e consegnato in tutta Italia entro 24/48h con l'obiettivo di riaffermare i valori nutrizionali e salutistici della dieta mediterranea. L'idea è di un gruppo di imprenditori italiani, già attivi nel settore della salute. I pasti "DietaDoc"- spiega una nota- sono cucinati direttamente sottovuoto e a bassa temperatura, un processo- è specificato- che consente non solo di mantenere intatte le proprietà nutritive di ogni piatto, ma permette anche la conservazione in frigorifero fino a 35 giorni. La formula prevista, acquistando online un menu settimanale, è costruita con la consegna a casa di 12 piatti pronti, sei pranzi e sei cene, lasciando libera la dieta di un giorno a settimana. Viene sottolineato che i piatti sono cucinati esclusivamente con ingredienti freschi e naturali fra quelli tipici della dieta mediterranea, a carico glicemico controllato, senza additivi né conservanti e in confezioni monoporzione interamente compostabili. Il pack consegnato a casa include anche consigli per la colazione e gli spuntini, al fine di completare in maniera equilibrata il piano alimentare. "L'obiettivo di questo progetto- afferma Samir Giuseppe Sukkar, referente scientifico di DietaDoc- è di consentire alle persone di avere accesso a un'alimentazione corretta e di tornare a familiarizzare con i valori e con il gusto della dieta mediterranea. Gli errati comportamenti alimentari consistono- aggiunge- in larga parte nel mancato adeguamento ai principi della dieta mediterranea e sono per lo più da imputare alle difficoltà e alla mancanza di tempo nel pianificare l'approvvigionamento degli ingredienti".

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Alfasud Ti Bimotore, prototipo pensato per i rally africani

la '4x4 Wainer' pensata negli anni Settanta per eventi off-road

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Un prototipo pensato per i rally più impegnativi e firmato Alfa Romeo. Il veicolo in questione è l'Alfasud Ti Bimotore 4x4 Wainer, che vedeva la luce nel 1974 come potenziale partecipante agli eventi fuoristrada più impegnativi come quelli della Pagigi Dakar o altri impegnative gare africane.

 

 

Specifica principale del veicolo, quella di avere due propulsori, uno nella parte anteriore per alimentare le ruote anteriori e uno nella parte posteriore per alimentare le ruote posteriori. L'idea di avere due motori con due trasmissioni non era del tutto nuova per la verità, perché era già stata sperimentata prima con la forse più celebre Citroen 2CV Sahara. Nonostante la complessità meccanica figlia del doppio motore, l'idea era quella di poter contare su due propulsori utili, nel caso uno dei due avesse ceduto durante la gara. Il progetto venne considerato potenzialmente ideale per quegli sport motoristici e per quelle competizioni celebri per mettere a dura prova i veicoli, a cominciare dalla Parigi-Dakar e, naturalmente, dal Rally Africano. L'Alfa Romeo Alfasud Ti Bimotore 4x4 Wainer è stata sviluppata da Gianfranco Mantovani (soprannominato Wainer) e dall'officina di ingegneria spesso specializzata nella modifica e preparazione di vetture da competizione Alfa Romeo. In questa veste Mantovani aveva lavorato a lungo con il reparto corse Alfa Romeo Autodelta e il suo fondatore Carlo Chiti. L'Alfasud Ti Bimotore 4x4 fu completato nel 1977, utilizzando un Alfasud Ti 1200, la versione più performante del modello, del 1974. La sigla 'Ti' stava per Turismo Internazionale. Il Ti era controllato da una trasmissione a 5 marce e mossa da un 1,2 litri boxer quattro cilindri, con un carburatore Weber da 67 CV. Mantovani e il suo team hanno sostanzialmente portato un altro motore, montato nella posizione dei sedili posteriori. Fin dall'inizio la vettura era progettata per poter funzionare normalmente con entrambi i motori in funzione, oppure con il solo motore anteriore o posteriore attivo. I motori utilizzavano pulsanti di avviamento separati, così come i sistemi di accensione separati, con strumenti di ogni motore segnalati entrambi sul cruscotto in modo che il conducente potesse monitorare entrambi allo stesso tempo. I cambi erano entrambi collegati alla stessa leva del cambio centrale, e le due frizioni azionate dallo stesso pedale. L'obiettivo era quello di rendere la guida della vettura il più semplice possibile, indipendentemente dal fatto che il conducente utilizzasse entrambi i motori o solo uno. La vettura è stata ulteriormente modificata con due prese d'aria laterali, radiatori con ventilatori elettrici ed altro ancora. Con entrambi i motori in funzione la vettura accelerava da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e la sua velocità massima era di 215 km/h.

Il progetti Ti si è però poi fermato ai circuiti di prova e non ha mai partecipato a nessun rally. Oggi, il prototipo fa parte di una serie di veicoli messi all'asta da Soteby's.

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F1: 'Olandesina volante' in Ferrari, Maya prima pilota dell'Academy

Nel Camp finale 16enne batte tre rivali: "Giusto seguire sogni"

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Ha 16 anni, è olandese e si chiama Maya Weug. E' questo il profilo essenziale della pilota pronta a scrivere una pagina di storia della Ferrari, la prima ammessa alla Driver Academy di Maranello. Maya ha saputo mettersi in luce più delle 'rivali' nel Camp finale di valutazione svoltosi nel quartier generale, atto conclusivo del programma Fia "Girls on Track - Rising Stars", l'iniziativa voluta dalla FIA Women in Motorsport Commission, che intende promuovere l'automobilismo femminile e supportare i talenti più promettenti. Dopo una selezione a livello mondiale, le quattro ragazze giunte alla fase finale - oltre alla Weug, la francese Doriane Pin e le brasiliane Antonella Bassani e Julia Ayoub - hanno affrontato prove che ne hanno messo in luce non solo la velocità pura ma anche il potenziale. Maya ha ereditato la passione per il motorsport dal padre ed è salita su un kart già a sette anni. A Natale 2011 ha ricevuto in dono un kart tutto suo, e da quel momento nulla è più riuscito a staccarla dalle competizioni. "Ricorderò questa giornata per sempre! Sono fuori di me dalla gioia per il fatto di diventare la prima pilota della Ferrari Academy - le parole di Maya - che mi fa capire che ho fatto bene a inseguire il mio sogno. Darò tutto per dimostrare a chi ha creduto in me che merito di indossare i colori della Academy".

"E' un momento memorabile nella carriera di Maya - commenta il presidente della Fia, Jean Todt -. Il programma 'Girls on Track' è la chiave per il nostro impegno nel supportare la diversità di genere nel nostro sport". "È un momento fondamentale nella storia della Scuderia Ferrari e della sua Academy, nata nel 2009 per forgiare i futuri piloti di Formula 1 della nostra squadra - afferma il team principal, Mattia Binotto -. L'arrivo di Maya rappresenta un segno tangibile dell' impegno della Scuderia per rendere il motorsport sempre più inclusivo"

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Renault Twingo Electric, vera mobilità green anche fuori città

Livello Vibes, a suo agio su strada aperta con dotazioni al top

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 Assoluta antesignana di quel cambiamento che oggi, alla Renault di Luca de Meo, è stato chiamato Nouvelle Vague, la Twingo ha dimostrato fin dalla sua prima generazione, quella tutta curve e simpatia del 1993, di non essere catalogabile e di non avere in pratica dirette rivali. Una particolarità esaltata nell'ultima generazione (a motore posteriore) e ancora di più nella recentissima variante con propulsione 100% elettrica. Nuova Renault Twingo Electric, per caratteristiche, equipaggiamenti e prestazioni, va infatti a soddisfare le esigenze di una fascia di utenza davvero trasversale e diversificata, tanto da non meritare la sola definizione di city car. 

 


Lo fa, va detto subito, a condizioni economiche estremamente interessanti: Twingo Electric è proposta nell'allestimento Zen con batteria di proprietà a partire da 22.450 euro senza tener conto di Ecobonus e altri incentivi locali. In caso di rottamazione di un veicolo da Euro 0 a Euro 4 immatricolato prima del 30 dicembre 2010 e sommando gli incentivi statali in vigore e i vantaggi Renault Twingo Electric parte da 11.500 euro oppure a 89 euro/mese.
Questo finanziamento, denominato Renault Easy, richiede un anticipo di 3.000 euro e 36 rate da 89 euro, con rata finale dopo 3 anni e 30mila km corrispondente al Valore Futuro Garantito di 8.721 euro. Sono compresi in questo conteggio il Finanziamento Protetto (429,80 euro) e il Pack Service (949 euro) comprensivo di 3 anni di copertura Furto e Incendio, un anno di Driver Insurance, estensione di garanzia 3 anni o 50.000 km.
Una premessa, questa, che serve a sottolineare come la caleidoscopica Renault Twingo Electric sia innanzitutto una soluzione di mobilità 'green' davvero accessibile, così come sono accessibili i costi del pieno. Se la ricarica si fa a casa, impiegando 15 ore con presa da 10 A, la spesa varia tra 4 e 6 euro (considerando una tariffa di 0,2/0,25 euro per kWh) mentre alle colonnine di Enel X da 22 kW e presa 32 A - le più rapide, dato che si impiegano circa 90 minuti - si arriva a spendere tra i 10 e gli 11 euro (tariffa di riferimento 0,45 euro per kWh). Ma viste anche le prestazioni su strada e soprattutto l'autonomia - che può arrivare con una guida intelligente a 180 km - emerge anche a livello numerico quanto abbiamo verificato in questa prova, cioè che Twingo Electric non è solo una perfetta cittadina ma anche una 'tuttofare' da guidare anche per scappare (quando premesso dai Dpcm) dalle metropoli e immergersi nella natura in modalità assolutamente green.


Guidare questa segmento A è sicuramente lontano anni luce dalle sensazioni che si provano al volante di una Audi e-Tron o di una Mercedes EQC, ma offre comunque un quadro preciso e appagante dei vantaggi della propulsione elettrica. Con 82 Cv di potenza, il motore sincrono R80 derivato da quello di Zoe, impressiona non tanto per il valore della coppia massima (160 Nm) quanto per la rapidità di erogazione, prerogativa esaltata dalla trazione posteriore. Lo scatto da 0 a 100 si realizza in 12,9 secondi, ma forse è più importante valutare l'accelerazione 'urbana' da 0 a 50 km/h in soli 4,2 secondi.


L'energia è fornita da una batteria agli ioni di litio collocata in posizione centrale - per una distribuzione ottimale dei pesi - che ha una capacità di 22 kW. Sono presenti 3 livelli di rigenerazione in frenata, che possono consentire sensibili incrementi dell'autonomia. L'effetto di maggior recupero si ottiene dalla quella più intensa, davvero 'forte' se si lascia l'acceleratore. C'è poi quella intermedia, la più 'scorrevole' per una guida in condizioni normali. E infine è prevista una modalità 'leggera', che simula una guida tradizionale con un effetto freno motore paragonabile a quello di un propulsore a benzina.


Sorprendentemente comoda per un'auto da 3,6 metri di lunghezza, Twingo Electric ha tutto quello che serve per muoversi in sicurezza e in relax dentro e fuori le città. Nella variante Vibes oggetto del nostro test (prezzo da 24.350 euro) propone una dotazione che è davvero completa, in quanto comprende clima automatico, sistema multimediale Easy Link con display da 7 pollici e radio DAB (compatibile con Android Auto ed Apple Car Play), griglia calandra anteriore con inserti bianchi, fari fendinebbia, cerchi in lega da 16 pollici diamantati bianchi, Lane Departure Warning, Parking Camera e sistema di navigazione connessa. Quest'ultima offre la possibilità di verificare la disponibilità delle colonnine in tempo reale e di programmare con l'EV Route Planner un itinerario che tenga conto delle soste per la ricarica.

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Rally Italia Talent targato Aci riparte dalla Sardegna

Sulla pista del Corallo a Alghero dal 26 al 28 marzo,8^ edizione

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Primi vagiti per i propulsori dell'Aci Rally Italia Talent 2021 che prenderà il via in Sardegna. La prima selezione regionale della 8^ edizione del Grande Fratello dei motori si correrà sulla pista del Corallo di Alghero dal 26 al 28 marzo in collaborazione con AC Sassari. A seguire nelle settimane successive saranno previste consecutivamente tutte le altre 8 Selezioni regionali previste per l'edizione 2021, con tutte le misure di prevenzione Covid previste da apposito Protocollo concordato con Aci Sport per garantire la massima sicurezza a partecipanti e staff.

Aci Rally Italia Talent giunto alla sua 7^ edizione nonostante la situazione complicata dovuta all'emergenza sanitaria ha portato regolarmente a termine tutte le 9 selezioni regionali previste, nonché la semifinale e la finale sempre con le vetture Suzuki Swift Sport Hybrid messe a disposizione da Suzuki Italia e gommate Toyo, registrando addirittura anche il numero record di 10.485 iscritti di tutte le 7 edizioni disputate.

"Un grazie particolare - affermano gli organizzatori - al presidente Aci, Sticchi Damiani, al Presidente di Suzuki Italia, Nalli, al direttore per lo Sport in ACI, Ferrari, al direttore Generale di Aci Sport, Rogano e al presidente della Commissione Rally, Settimo che hanno permesso la regolare conclusione dell'edizione 2020 che si è conclusa con tutte le misure di prevenzione Covid previste da apposito Protocollo, tamponi compresi, che hanno soprattutto garantito la massima sicurezza a partecipanti e staff".

Per la prima volta, hanno partecipato alla Finale, grazie all'iniziativa Rally Talent Ability, affiliata all'Aci e riconosciuta dal Coni, oltre 100 disabili che hanno preso parte, gratuitamente, a tutte le fasi di Aci Rally Italia Talent sfidando gli altri concorrenti ad armi pari grazie a una Suzuki Swift speciale messa a loro disposizione da Suzuki Italia, con un allestimento particolare, studiato con la collaborazione dell'azienda Handytech di Moncalvo d'Asti e con sul volante l' Easywrite per facilitare la stesura note.

E non sono mancate anche nella stagione 2020 delle grandi soddisfazioni per gli importanti risultati ottenuti dai precedenti vincitori di Aci Rally Italia Talent.

A cominciare da Pietro Ometto (vincitore Categoria Navigatori nell'edizione 2014) che in coppia con Andrea Crugnola ha vinto il Campionato Italiano Rally, per continuare con Damiano De Tommaso (Vincitore Categoria Piloti nell'edizione 2014) che ha rivinto l' International Rally Cup e la ciliegina sulla torta la vittoria di Andrea Mabellini (Vincitore Categoria Under 18 Piloti nell'edizione 2017) che con il risultato ottenuto al recente Aci Rally Monza, gara valida per il mondiale, in coppia con Virgy Lenzi (Vincitrice Categoria Navigatori Under 18 nell'edizione 2016) ha vinto la FIA R-GT Cup 2020.

Scopri il Rally che c'è in te. Questo è in due parole Aci Rally Italia Talent, un Format sportivo, dove conta solo ed esclusivamente l'attitudine alla guida sportiva, pensato per offrire a tutti, in particolare a chi non ha mai corso e aperto anche ai minorenni, l'opportunità di realizzare un sogno: partecipare gratuitamente almeno una volta da pilota o da navigatore ufficiale a un rally.

L'obiettivo non è però solo quello di individuare nuovi talenti da introdurre nel mondo dell'automobilismo sportivo, ma anche quello di sensibilizzare i concorrenti sul tema della sicurezza stradale per la guida di tutti i giorni per migliorare il controllo dell'auto in ogni situazione, attività di formazione che si rivolge soprattutto ai più giovani, per i quali il progetto ideato da Renzo Magnani ha un'attenzione particolare sin dal 2014, anno della prima edizione.

Sono ancora aperte le iscrizioni online in homepage sul sito www.rallyitaliatalent.it per la ottava edizione di Aci Rally Italia Talent 2021 ancora con Tassa ridotta pari a 45 euro.

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Scuola: ritorno tra i banchi in 5 Regioni

Quasi 1 milione in classe

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(ANSA) - ROMA, 245GEN - Con il passaggio di di Lombardia e Sardegna in zona arancione, gli studenti in Lombardia, che era rossa, dalla seconda media alle superiori, potranno da oggi, secondo le disposizioni del Dpcm del 14 gennaio, tornare a scuola (gli altri lo hanno già fatto dal 7 gennaio) .
    La Prefettura di Milano con una ha ribadito le condizioni del rientro secondo orari e modalità previste a livello nazionale ovvero per le superiori con una quota di lezioni in presenza che va dal 50% al 75%, come prevede l'ultimo Dpcm.
    La Prefettura evidenzia che, dato il preavviso breve e il fine settimana, le scuole, in virtù dell'autonomia scolastica, possono differire di qualche giorno la ripresa delle attività didattiche in presenza, per organizzare al meglio il servizio.
    Ritornano in presenza i anche  i ragazzi delle superiori nelle Marche, in Liguria e in Umbria e delle medie in Campania. In totale da oggi quasi un altro milione di ragazzi ritornerà tra i banchi.
   

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