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Psoriasi e artrite, una campagna per non abbandonare cure

“Resta in contatto col tuo medico”, di Apiafco e Anmar

ROMA ANSAcom

Interruzione della continuità terapeutica e conseguente peggioramento delle patologie: uno degli effetti collaterali della pandemia legata al Covid-19 è senza dubbio la difficoltà dei pazienti con patologie croniche di tenere sotto controllo la propria condizione clinica, una situazione che si sta prolungando anche nella fase due. A rischio anche quelli con malattie infiammatorie croniche reumatiche e dermatologiche (si parla di circa 400mila persone, ad esempio, per l'artrite reumatoide e del 3% della popolazione italiana per la psoriasi, dello 0,5%-1% per l'artrite psoriasica), che da mesi si recano sempre meno frequentemente in ospedali e ambulatori per visite di controllo o prime visite diagnostiche, con un riflesso importante in termini di tempi di accesso alle cure, mancata aderenza alla terapia e aumento di riacutizzazioni e ricadute.Nasce per questo "Resta in contatto con il tuo medico", campagna promossa da Anmar (Associazione Nazionale Malattie Reumatiche) e Apiafco (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza), realizzata con il contributo non condizionante di Amgen, proprio per esortare i pazienti con artrite psoriasica, artrite reumatoide e psoriasi, a mantenere il contatto con il proprio medico di riferimento, senza trascurare l'aderenza alla terapia. Benché dalla fine dell'estate molti ospedali abbiano recuperato il 60% delle prime visite per psoriasi e artrite psoriasica, i controlli periodici dei pazienti già in trattamento sono stati rinviati e con l'attuale recrudescenza del contagio la situazione non andrà migliorando nell'immediato futuro secondo le due associazioni. L'iniziativa, con una campagna social con video-interviste a specialisti e rappresentanti di associazioni, ha ricevuto il patrocinio della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e della Simg (SocietàItaliana di Medicina Generale e delle Cure Primarie): sono infatti i medici di famiglia che possono ricoprire un ruolo molto importante, colmando la lacuna che si è venuta a creare con la chiusura degli ambulatori, diventando la figura di raccordo tra il paziente e lo specialista."Da marzo 2020 - evidenzia Silvia Tonolo, Presidente Anmar- abbiamo assistito a una riduzione del 40% dell'impiego di alcune terapie farmacologiche per la cura delle malattie croniche e alla diminuzione di prescrizioni per pazienti di nuova diagnosi che in alcuni ambiti arrivano all'85%. Noi lavoriamo da mesi per sensibilizzare le istituzioni a garantire terapie e controlli medici, ma è arrivata l'ora di un'azione diretta su pazienti e caregiver". "Oggi la telemedicina - aggiunge Valeria Corazza, presidente Apiafco- è più sulla carta che praticata. È indispensabile, quindi, che i pazienti facciano in modo di mantenere vivo il rapporto con il medico di riferimento, con cui devono restare in contatto per poter affrontare insieme i disagi della pandemia".

In collaborazione con:
Gas Communication

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